Il Covid-19 contagia anche il vocabolario: da ‘lockdown’ a ‘quarantenare’, le parole della pandemia entrano nel Devoto-Oli

Termini che in Italia sono diventati di uso comune

10/10/2020 di Federico Pallone

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Covid-19, lockdown, distanziamento sociale, spillover, droplet, autoquarantena, quarantenare, tamponare, solo per fare qualche esempio: parole che ogni italiano ha dovuto imparare a conoscere durante questo anno difficile, ma anche più specifiche come biocontenimento o cisgender. Sono i termini legati alla pandemia e all’emergenza sanitaria, entrati nell’edizione 2021 del vocabolario Nuovo Devoto-Oli. Arrivato alla quarta edizione, dopo il recente completo rinnovamento, che ha prodotto una nuova idea di vocabolario, il Nuovo Devoto-Oli ha come caratteristica principale una spiccata attenzione alla contemporaneità del linguaggio. Concepito da Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli nel lontano 1967, come autori si sono aggiunti nel tempo i filologi Luca Serianni e Maurizio Trifone che oggi sono alla guida dell’opera.

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«Tutti gli anni inseriamo nuove parole e significati, ma quest’anno è stato eccezionale anche da questo punto di vista. Il numero di parole nuove o nuovi significati è stato particolare, molto legato a quello che è successo. ‘Tamponare’, ‘Quarantenare’ sono la dimostrazione che la nostra lingua ha una sua vivacità, c’è un salto semantico fortissimo ed è proprio tipico della nostra lingua come nel caso appunto di ‘tamponare’ . Fa un po’ effetto ma quando nei primi anni 2000 ho inserito ‘ministra’ fu detto ‘che brutto, somiglia a minestra’. Ora non lo direbbe nessuno», ha detto Bianca Gismondi, responsabile lessicografica dei vocabolari Le Monnier-Mondadori Education, come riportato dall’agenzia Ansa.

Tra i 600 nuovi termini del 2021 anche quelli della politica (climaticida, denatalista, dublinante, immigrazionismo, parlamentizzare), dell’economia e della finanza (MES, bull market e bear market, tassa digitale, ecotassa, microfinanza, micromanager), della cultura e dei mass media (infodemia, contact tracing, deepfake), dei giornali e della televisione (cucinata, upcycling, carbon neutral), di gerghi e modi di dire (sbarazzo, sbrilluccicare, scaffalista) e delle nuove mode e tendenze (aquapole, aperisushi, fooding, dorayaki).

 

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