L’Italia e altri otto Paesi firmano la lettera per chiedere i Coronabond

di Enzo Boldi | 25/03/2020

Coronabond
  • La Germania continua a dire di no. La Bce apre alla soluzione una tantum

  • Italia, Francia e altri sette Stati membri firmano la lettera per chiedere misure comuni

  • Si parla dei cosiddetti Coronabond

Da una parte c’è il fronte del rigore guidato da Germania e Olanda; dall’altra i Paesi dell’Unione Europea che chiedono misure più urgenti (ma anche solidali) per la gestione dell’emergenza Covid-19 in tutta l’Eurozona. E sono nove gli Stati membri che hanno firmato una lettera – partita dall’iniziativa di Giuseppe Conte – rivolta al Presidente del Consiglio d’Europa. Una delle soluzioni al vaglio potrebbe essere quella dell’emissione dei cosiddetti Coronabond, per finanziare l’acquisto di strumenti e materiali utili a contenere i contagi.

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Italia, Francia, Irlanda, Belgio, Lussemburgo, Grecia, Slovenia, Spagna e Portogallo. Questi gli otto Paesi che hanno messo la firma sulla lettera inviata a Charles Michel, presidente del Consiglio d’Europa. Nel testo si chiede la rottura di quel muro di rigidità che, invece, Olanda e Germania continuano ad avere. In particolar modo Angela Merkel sottolinea come le misure già prese a livello continentale sono sufficienti per gestire l’emergenza sanitaria e non servono altri interventi europei. In particolar modo boccia senza se e senza ma la possibilità di emettere Coronabond.

La lettera di Italia, Francia e altri sette Stati membri

«La pandemia del Coronavirus è uno shock senza precedenti e richiede misure eccezionali per contenere la diffusione del contagio all’interno dei confini nazionali e tra Paesi – si legge nella lettera redatta da Conte e firmata da altri 8 Paesi -, per rafforzare i nostri sistemi sanitari, per salvaguardare la produzione e la distribuzione di beni e servizi essenziali e, non ultimo, per limitare gli effetti negativi che lo shock produce sulle economie europee».

Cosa sono i Coronabond

La presidente della Bce, Christine Lagarde non ha escluso la possibilità di dare il via a questi Coronabond (ma la soluzione al vaglio è quella dell’emissione una tantum), che sono degli Eurobond comuni che creano debito sovranazionale. Insomma, tutte le misure (in abito economico, con riverberi sulla sanità) non rientrerebbero nel saldo totale del debito di ogni singolo Stato, ma andrebbero a corroborare un bacino Europeo che coinvolgerebbe tutti gli Stati membri. La Germania e l’Olanda continuano a fare muro.

(foto di copertina: da pagine Facebook di Giuseppe Conte)