Tragedia di Corinaldo, il rimorso di chi ha provato a salvare la giovane Asia

di Enzo Boldi | 11/12/2018

Corinaldo
  • Parla a La Repubblica Luigi Fiore, migliore amico di Asia, una delle sei vittime di Corinaldo

  • Collaborava con la Lanterna Azzurra anche nella serata di Sfera Ebbasta

  • Il dolore per aver perso un'amica e la ricerca dei responsabili

Il racconto di quegli attimi in cui si è scatenato il panico, vedendo le persone cadere e accalcarsi nel fossato che circonda una delle uscite della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. La paura e la tristezza per aver visto la propria migliore amica morire sotto quell’ammasso di corpi sono raccolte nelle parole del giovane Luigi Fiore, 17enne che quella maledetta sera tra il 7 e l’8 dicembre era nel locale in provincia di Ancona insieme ad Asia Nasoni, una delle sei vittime della tragedia.

«Se fossi riuscita a trovarla in quella bolgia avrei potuto salvarla – spiega Luigi Fiore a La Repubblica -. Sono forte, faccio boxe, quella sera ne ho tirati fuori tanti. Asia no. Sembrava scomparsa. Invece era finita sotto tutti quei corpi. E non si è più svegliata». Parole che sanno di rimorso, anche se il 17enne poco poteva fare di fronte a quell’ammasso di corpi caduti uno sopra l’altro nel tentativo di fuggire da quel locale in cui l’aria era diventata irrespirabile a causa di uno spray urticante. E sotto a quei corpi c’era quello della sua amica 15enne Asia, conosciuta a scuola e con cui si era instaurato un rapporto di profonda amicizia.

Il dolore di un ragazzo che ha provato a salvare la sua migliore amica

«Ogni tanto collaboro con la Lanterna Azzurra (come pr, ndr) – spiega Luigi Fiore -. Anche in quella serata di Sfera Ebbasta il mio compito era quello di prendere i ticket delle persone che prenotano i tavoli e accompagnarli alle postazioni. Io ero in balconata e Asia mi aveva scritto un messaggio per chiedermi se poteva salire. Non ha fatto in tempo». Il ragazzo, insieme a tutti quelli che si trovavano al piano di sopra. Non appena ha sentito i primi sintomi dell’inalazione da spray urticante è corso ad aprire le porte per far defluire la gente. Poi è rientrato nel locale mettendosi un asciugamano davanti la bocca per cercare Asia. Senza trovarla. «E invece, mentre io la cercavo, Asia era probabilmente già morta schiacciata dal peso di tutta quella gente caduta dalla balaustra – spiega in lacrime il giovane -. All’inizio mi avevano detto che era stata portata in ospedale perché ferita. Ma purtroppo non era così».

Si cercano ancora i responsabili per la tragedia di Corinaldo

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa sia realmente accaduto nella Lanterna Azzurra di Corinaldo, ma Luigi Fiore – che conosce bene quella discoteca per aver collaborato in diverse occasioni – ha una chiara idea dei colpevoli: «A sbagliare è stato chi ha provato ad avvelenarci. Ma non solo lui. Ha responsabilità anche chi non ha messo in sicurezza quella discoteca».

(foto di copertina: ANSA/PASQUALE BOVE)

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