L’altra beffa per le vittime di Corinaldo: il locale era senza assicurazione

di Enzo Boldi | 13/12/2018

Corinaldo, assicurazione
  • La Lanterna Azzurra di Corinaldo non aveva più l'assicurazione per danni contro terzi

  • L'assenza di una polizza metterebbe a rischio i rimborsi per i familiari delle vittime

  • Non è obbligatoria, ma va a tutela proprio dei titolari delle strutture

Alle sofferenze di chi ha perso un figlio, una moglie e una madre si potrebbe aggiungere un’altra beffa. Sicuramente meno dolorosa, ma che rappresenta al meglio uno degli aspetti che più ha fatto discutere dopo la tragedia di Corinaldo. La discoteca Lanterna Azzurra, il locale dove sono morti cinque adolescenti e una donna in attesa del dj-set targato Sfera Ebbasta, aveva la polizza assicurativa scaduta e non rinnovata. Tutto ciò metterebbe a rischio gli eventuali rimborsi – sempre in attesa di un processo che dovrà accertare le responsabilità – ai familiari delle vittime e ai feriti di quella tragica notte tra il 7 e l’8 dicembre.

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Come racconta il Corriere della Sera, i gestori della Lanterna Azzurra di Corinaldo non hanno mai rinnovato la polizza per i danni contro terzi – in pratica, quella che tutela i clienti di un locale in caso di incidenti o eventi similiri, anche meno gravi di quanto successo nella discoteca della provincia di Ancona – che era scaduta addirittura nel dicembre 2017. L’ultima assicurazione era stata siglata con Unipol ed era a cadenza semestrale, ma da un anno non era più stata rinnovata.

Il locale di Corinaldo con l’assicurazione scaduta

In caso di processo e condanna per i gestori del locale, a questo punto, sono a rischio gli eventuali rimborsi economici che dovrebbero spettare ai feriti e alle famiglie delle sei vittime di Corinaldo. Data la gravità dell’evento, delle vite umane andate perdute, dei feriti e dello choc patito da tutti i presenti nella discoteca Lanterna Azzurra, infatti, le cifre ipotizzabili per i rimborsi sarebbero talmente elevate da escludere la possibilità di un rimborso andando a pescare nelle tasche di chi sarà ritenuto responsabili. Per questo motivo esistono le assicurazioni. Ma il locale, da un anno, non l’aveva più.

Il 17enne accusato è stato rimandato a casa

I tre indagati per la tragedia di Corinaldo – oltre al 17enne accusato di aver utilizzato lo spray urticante, ma ora rilasciato a piede libero in attesa di ulteriori accertamenti – sono Francesco Bertazzi, Carlantonio Capone e Quinto Cecchini. Il primo è titolare della Magic srl, gli altri due sono suoi soci. E proprio questa azienda ha in gestione – dal 2016 – la struttura della Lanterna Azzurra. Per loro – e per i quattro titolari della discoteca di Corinaldo – la procura di Ancona ha ipotizzato il reato di omicidio plurimo colposo aggravato.

(foto di copertina: ANSA/Marina Verdenelli)