Salvini mangia i biscotti e noi la foglia

Il momento delle elezioni politiche 2018 è ormai passato e sappiamo tutti com’è andata. È stata una campagna che ha appassionato poco, nel senso che i suoi argomenti mancavano di passione. C’è stato invece un percorso di avvicinamento durante il quale contava molto la strategia, la ricerca del consenso a tutti i costi. A risentirne, ovviamente, è stata la comunicazione che si è concentrata tutta sulla rete e sui social network. Anche con diverse forzature.

COOKIES SALVINI, COSA È SUCCESSO SU YOUTUBE

A più di una settimana di distanza dal voto se ne avvertono ancora le scorie. Tracce sul web che, come briciole dopo un pasto, scrocchiano ancora fastidiose tra una ricerca su Google e l’altra. Prendiamo, ad esempio, il caso della piattaforma di condivisione di video più celebre del mondo. Su YouTube, anche se si entra da sloggati attraverso la navigazione in incognito, può capitare di imbattersi – tra i video consigliati dalla stessa piattaforma – in contenuti politici.

Il mattatore – chissà come mai – è Matteo Salvini che compare in primo piano in una clip di 21 minuti  (pubblicata dal canale Italia News) e che ha come titolo lo sgrammaticato «Spero che questo video lo vedano Renzi e Boldrini» (con tanto di card iniziale «Questo video non verrà mai fatto vedere da nessun Tg»). Il contenuto è piuttosto trascurabile, ma la cosa più sorprendente è che sia riuscito a scalare così bene il ranking di YouTube da renderlo il primo contenuto consigliato nella home page della piattaforma. Del resto, i suoi dati parlano da soli: 1,1 milioni di visualizzazioni in un mese.

COOKIES SALVINI, LE SPONSORIZZAZIONI

Questo vuol dire due cose: la prima è che l’autore del video abbia investito diversi denari in sponsorizzazione (ma in quel caso la clip sarebbe stata targettizzata, ovvero rivolta a un pubblico che già predilige questi contenuti), sfruttando i cosiddetti cookies (letteralmente «biscotti»). Ma se l’utente di YouTube che ha segnalato l’anomalia al massimo trascorre qualche minuto a visualizzare contenuti satirici o cartoni animati d’autore, perché si ritrova il faccione di Salvini in primo piano?

COOKIES SALVINI MA NON SOLO: LA CONOSCENZA DEGLI ALGORITMI

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E qui entriamo nella seconda ipotesi. Utilizzare la rete a proprio vantaggio vuol dire avere un’ottima conoscenza degli algoritmi dei vari social network. Team di esperti informatici sono riusciti, evidentemente, a capire meglio di altri questi schemi, sfruttandoli a proprio vantaggio. Lo abbiamo ripetuto in diversi contesti, anche seguendo il parere di esperti: probabilmente non è un caso che queste elezioni siano state vinte dai due partiti che hanno una presenza in rete più capillare. Ed è capitato già in passato di discutere a proposito dei bot di Matteo Salvini, generatori di tweet automatici che partivano nello stesso momento inondando le bacheche degli utenti.

Lo schema, quindi, potrebbe essere lo stesso: contenuti che sanno «forzare» gli algoritmi diventano sempre più presenti, indipendentemente dai dati di navigazione che noi stessi lasciamo – come tante piccole tracce – sul web. La cosa è preoccupante e lo stiamo mettendo in evidenza da un po’ di tempo. La campagna elettorale ormai è andata e non possiamo più farci nulla. Ma per salvaguardare il futuro, converrà darsi una mossa per disciplinare l’utilizzo dei colossi della rete per la diffusione di messaggi politici.

(FOTO: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

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