Domani il Parlamento torna a riunirsi

di Gianmichele Laino | 24/03/2020

convocazione parlamento
  • Le Camere domani riapriranno con due assemblee

  • Comunicazioni del presidente al Senato e interrogazioni alla Camera

  • Ci si attende la prova dei fatti rispetto ai proclami dei giorni scorsi

Contrariamente a quanto comunemente si crede – vista soprattutto la propaganda che è stata fatta nei giorni scorsi – il Parlamento continua a lavorare anche in periodo di emergenza coronavirus. Nella giornata di domani, infatti, sono convocate le due camere, occasione che permetterà di portare la crisi che sta attraversando il Paese anche tra i banchi di Palazzo Madama e di Palazzo Montecitorio. Sarà l’occasione anche per Matteo Salvini di tornare a sedere sugli scranni del Senato, dal momento che la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha convocato i senatori per alcune comunicazioni della presidenza.

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Stesso discorso anche alla Camera, dove invece potrà tornare a sedersi anche Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia, un’altra voce molto attiva in merito all’esigenza di far riunire nuovamente il Parlamento. Sempre alle ore 15, infatti, il presidente Roberto Fico ha chiesto dai deputati di incontrarsi per lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

Previsto l’accesso contingentato di deputati e senatori: dei 945 componenti totali delle due camere, si registreranno le presenze soltanto di un sesto di deputati e senatori, in virtù delle misure di sicurezza relative al nuovo dpcm contro il coronavirus. La rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari sarà garantita dal criterio della proporzionalità. Dunque, non ci saranno gruppi sottorappresentati rispetto al totale dei presenti.

Si tratta soltanto di una delle sedute di Senato e Camera. A marzo 2020 il Senato, infatti, si è riunito altre 4 volte (rispetto alle 6 volte dello stesso periodo dell’anno precedente). L’Assemblea della Camera, invece, si è riunita cinque volte nel marzo 2020. L’anno precedente, invece, c’erano state tredici sessioni di assemblea. Anche se a ritmo ridotto, insomma, il Parlamento continua a svolgere il suo ruolo all’interno dell’ordinamento dello Stato.