Conte: «Confido di rimuovere le misure restrittive prima del 31 luglio»

di Ilaria Roncone | 24/03/2020

  • Il Presidente del Consiglio ha annunciato la conferenza stampa alle 18 da Palazzo Chigi

  • Il nuovo decreto prevede un inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta le regole

Verso le 18, in contemporanea con l’aggiornamento della Protezione Civile sui numeri sui dati del coronavirus di oggi, Conte ha annunciato l’uscita in conferenza stampa per aggiornare il paese sugli ultimi provvedimenti presi. Conte si è presentato alle 18.40 in diretta televisiva e sui social e ha aggiornato il paese su quanto è stato deciso e reso legge con il nuovo decreto.

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Le novità sulle restrizioni coronavirus da oggi

Conte ha cominciato specificando che «sin dall’inizio abbiamo adottato un decreto legge che, con successivi dpcm, ci ha fatto adottare misure specifiche tenendo conto dell’andamento epidemiologico. I dpcm servono per dosare i provvedimenti». Conte ha anche comunicato che, col novo decreto, verrà regolamentata in modo puntuale l’azione di governo e l’interazione con il Parlamento: «Ogni 15 giorni andrò a riferire al Parlamento dando conto di quelli che sono i provvedimenti. Così facendo anche in Parlamento, dove siedono i rappresentati del popolo, si potrà seguire costantemente l’operato del governo per contenere la diffusione del virus». Il premier ha anche comunicato che i presidenti delle regioni possono adottare misure restrittive a seconda dei territori, come si era già anticipato, e il pagamento da 400 euro a 3mila euro per chi infrange le regole.

Soddisfatto e orgoglioso della reazione degli italiani

Conte si dice contento rispetto a quello che gli italiani stanno facendo per rispettare le regole. Le forze dell’ordine stanno facendo un monitoraggio attento e, in generale, la stragrande maggioranza dei cittadini si sta conformando. «Questo ci deve rendere particolarmente orgoglioso. Ciascuno deve fare la propria parte per poter vincere l’emergenza, se tutti rispettano le regole mettono in sicurezza sé stesso, i propri cari e consentono all’intera comunità nazionale.

La bozza diffusa indebitamente oggi è superata

Conte ha chiarito che ci sono state nuove modifiche rispetto alla bozza pubblicata dai giornali e ha parlato del 31 luglio. Riferimento alla proroga dell’emergenza fino al 31 luglio, ma non è vero. Conte ci ha tenuto a ricordare la questione dello stato di emergenza nazionale, che dura sei mesi, ovvero fino al 31 luglio 2020. «Ciò non significa che le misure restrittive in vigore ora verranno prorogate fino al 31 luglio. Quello è lo spazio dell’emergenza. Siamo pronti in qualsiasi momento ad allentare la morse delle misure restrittive quando si potrà». L’invito è quello di tornare a uno stile di vita migliore, in cui si vedano i risultati della prova incredibile che stiamo affrontando. Si tratta dell’occasione per far fruttare quelle riflessioni che, presi da un tran tran frenetico, non riusciamo a fare.

Linea di massimo rigore e massima trasparenza

«Gli italiani amano la loro libertà e non sarebbe stato possibile non abbracciare sin da subito una linea di chiarezza e trasparenza». L’appello di Conte è anche ai lavoratori, domandando di non fare scioperi e di essere fiduciosi perché il governo sta lavorando con i sindacati per regolamentare il lavoro e garantire standard di sicurezza per tutti, compresi i benzinai. Conte ci ha tenuto ha ribadire che i rapporti con le regioni sono stati curati sin dal primo giorno e che dare poteri allo stato che competono alle regioni non ha senso; sono le regioni che conoscono meglio le situazioni delle specifiche zone, soprattutto in ambito sanitario. Conte ha anche sottolineato che le strutture per assistere i malati in terapia intensiva stanno costantemente aumentando rendendo la situazione di gran lunga migliore rispetto alla situazione di partenza e al momento in cui l’epidemia è esplosa.

(Immagine copertina dalla diretta della conferenza stampa)