La legge sul conflitto d’interesse passa in Commissione alla Camera. Contrari Italia Viva e le opposizioni

Il testo base ora passa al Parlamento

06/10/2020 di Enzo Boldi

Conflitto d'interesse

Il testo base della legge sul conflitto d’interesse supera l’esame della Commissione Affari Costituzionali della Camera e ora sarà discussa in Parlamento. Si tratta di un documento su cui si potrà intervenire dopo le discussioni in Aula, tra Montecitorio e Palazzo Madama, e che quindi è solo la genesi della legge finale che dovrebbe venir fuori tra diverse settimane (se non mesi). Ma quella che sembra essere una non-notizia (visto che la proposta partiva dalla maggioranza di governo) trascina con sé alcune polemiche per la scelta di Italia Viva di non dare il via libera al testo non partecipando al voto.

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I renziani in Commissione Affari Costituzionali, seguendo la linea del partito, hanno espresso parere negativo al testo base della legge sul conflitto d’interesse decidendo di non partecipare al voto. Il no è arrivato – come ovvio, sia per dinamiche politiche sia per posizioni già consolidate nel recente passato – anche da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il testo unificato, presentato da Giuseppe Brescia – Presidente pentastellato relatore di questo provvedimento – ha trovato l’altrettanto ovvio supporto da parte di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e LeU.

Conflitto d’interesse, passa il testo in Commissione nonostante il no di Italia Viva

Secondo Marco Di Maio, capogruppo di Italia Viva in Commissione Affari Costituzionali, si tratta di «un testo che ha una impostazione che non possiamo condividere, partendo dal presupposto che chi si candida a ricoprire una carica pubblica provenendo da una libera professione o comunque da un lavoro autonomo, lo faccia per tutelare qualche specifico interesse». Questi i motivi dietro la scelta del partito di non partecipare al voto. La stessa IV ha detto di esser pronta a lavorare con proposte in Aula per modificare le criticità del testo base, definito oltre i limiti costituzionali.

La maggioranza spaccata

Ancora una volta, dunque, la maggioranza si spacca su uno dei tanti provvedimenti al vaglio fin dalla nascita di questo esecutivo. La Lega, che ha guidato il fronte del no in commissione, spiega così il proprio parere negativo: «Allucinante il testo-base sul conflitto di interessi approvato in commissione Affari costituzionali della Camera. Impedisce a chiunque lavori, abbia una professione o abbia precedenti esperienze politiche a livello territoriale di avere un incarico non solo a livello governativo, ma anche parlamentare. Urgono correttivi. Così rischiamo di avere un Parlamento di incapaci o di professionisti della politica. Insomma, rimarrebbero solo gli esponenti del M5S».

 

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