I rischi a lungo termine sulla Coca Zero e sulla Coca Light a causa del coronavirus

di Gianmichele Laino | 26/02/2020

coca-cola coronavirus
  • Il coronavirus potrebbe avere un impatto soprattutto su Coca Zero e Coca Light

  • Alcuni zuccheri sintetici utilizzati per la produzione sono realizzati in Cina

  • Si tratta di materie prime cruciali dell'import-export tra Usa e Cina

Una nota ufficiale di Coca-Cola sul coronavirus ha messo in discussione la produzione di Coca Zero e Coca Light a lungo termine se l’epidemia dovesse andare avanti anche nei prossimi mesi. Questo perché alcune materie prime fondamentali per la produzione della bibita gassata senza zuccheri arrivano direttamente dalla Cina e, anzi, rappresentano uno scambio strategico tra il Paese del Dragone e gli Stati Uniti. Per la realizzazione di Coca Zero e Coca Light, l’azienda utilizza aspartame, acesulfame potassio, sucralosio, saccarina, ciclamato e glicosidi steviolici.

LEGGI ANCHE > Guarita la turista cinese ricoverata allo Spallanzani

Coca-Cola coronavirus, gli effetti della produzione di zuccheri sintetici in Cina

Il prodotto cruciale negli scambi con la Cina è il sucralosio, un sostituto dello zucchero meglio conosciuto come Splenda. L’azienda ha emesso un comunicato ufficiale: «Abbiamo avviato piani di approvvigionamento di emergenza e non prevediamo un impatto a breve termine a causa di questi ritardi – si legge nel comunicato rilasciato -. Tuttavia, potremmo assistere a una fornitura più ristretta per alcuni di questi ingredienti, soprattutto nel lungo termine, qualora la produzione o l’esportazione di materie prime dalla Cina continueranno a subire l’influsso dell’evolversi della malattia».

Coca-Cola coronavirus, la posizione dell’azienda

Non è stato tuttavia specificato dal portavoce della Coca-Cola sollecitato su questo argomento se queste contrazioni nelle importazioni riguardino proprio il sucralosio. In ogni caso, l’azienda ha preso delle misure di sicurezza nei confronti dei propri stabilimenti in Cina: «La società ha implementato misure precauzionali per proteggere i dipendenti in Cina – si legge nella nota -, tra cui la fornitura di maschere per il viso e disinfettanti per le mani, l’installazione di screening della temperatura in uffici e impianti di produzione e la creazione di meccanismi di monitoraggio della salute attraverso il sistema Coca-Cola in Cina».

Gli effetti della contrazione delle vendite di prodotti della Coca-Cola a causa del coronavirus è stata stimata sui 2-3 punti percentuali, considerando anche che il mercato cinese, per Coca-Cola, è il terzo a livello globale.