La campagna al rovescio di Civati e la pagina Facebook che vuole votarlo lo stesso

di Redazione | 22/05/2019

Civati

C’è la campagna elettorale e poi c’è la controcampagna. C’è la proposta seria e c’è quella che, un po’ per gioco, ma anche con una certa convinzione, usa l’arma dell’ironia percercare di far cogliere il messaggio. È il caso di scuola che si sta completando attorno alla figura di Giuseppe Civati, il fondatore di Possibile candidato – sulla carta – di Europa Verde ma che aveva annunciato il suo ritiro dalla corsa alle europee a causa di una incomprensione con l’alleato della lista (i Verdi Italiani) su alcuni nomi che erano stati proposti.

Civati e la sua controcampagna elettorale

Ora, Giuseppe Civati si è inventato una vera e propria controcampagna elettorale. Continua a viaggiare per i territori dell’Italia centro-orientale, chiedendo il voto non per sé ma per gli altri. Anzi, per le altre. Possibile, la forza politica che insieme ai Verdi Italiani ha dato vita al cartello Europa Verde, ha candidato una serie di donne (a partire dalla segretaria Beatrice Brignone) per lanciare la propria proposta femminista, ambientalista ed europeista.

Civati, in diversi video, ha fatto degli endorsement espliciti nei loro confronti. Che non sono passati inosservati nel variegato mondo del web. Così è nata la pagina Facebook «Io Civati lo voto lo stesso». Anche perché, i sostenitori di Possibile che avranno intenzione di votare per Europa Verde hanno bisogno di almeno una preferenza maschile per esprimere il voto verso due donne. In base alla legge elettorale, sulla scheda per le elezioni europee si possono esprimere fino a tre preferenze, purché almeno una sia di sesso diverso (non tre uomini o tre donne, ma due donne e un uomo o due uomini e una donna).

La pagina Facebook Io Civati lo voto lo stesso

Ed ecco che la pagina «Io Civati lo voto lo stesso» propone il mantra ironico: «Ma per votare due donne dovete votare anche un uomo. E noi abbiamo in ostaggio il vostro uomo. Il candidato sospeso». Il resto è tutto un fiorire di meme, in cui Civati si insedia sul Trono di Spade, in cui compaiono immagini di piccole tragedie quotidiane con la didascalia ‘aveva ragione Civati’, in cui il politico compare in fotomontaggi con locandine di supereroi verdi.

La dimostrazione, insomma, che la campagna elettorale si fa anche senza personalismi. E che l’idea e il messaggio, a volte, possono essere più forti della presa di posizione netta di un singolo.