Parla la madre di Rami: «Date la cittadinanza ai bambini nati in Italia, non a noi genitori»

di Enzo Boldi | 27/03/2019

Cittadinanza, parla la madre di Rami
  • La madre del giovane Rami ringrazia per l'annuncio della cittadinanza data a suo figlio

  • Chiede al governo di concederla anche a tutti gli altri bambini nati in Italia

  • Non ha importanza concederla ai genitori, perché il futuro è dei giovani nati nel nostro Paese

L’importante è tutelare i bambini. È questa la sintesi dell’intervista al Corriere della Sera della signora Hasnaa, madre di Rami, uno dei giovani eroi del pullman di San Donato Milanese. La donna, 41 anni, chiede al governo di concedere la cittadinanza non solo a suo figlio – dopo ‘l’intercessione’ di Matteo Salvini arrivata nel tardo pomeriggio di martedì -, ma anche a tutti gli altri ragazzi. Il principio è quello dello ius soli per chi nasce in Italia. Lei, che vive nel nostro Paese da anni, ci ha rinunciato, ma vuole che a tutti i bambini sia concesso il diritto e il dovere di essere cittadini italiani.

«Sono felice, per lui, per questi ragazzi. Ma adesso date la cittadinanza a tutti quelli che sono nati in Italia. Non ai genitori, solo ai bambini, loro sono italiani – ha spiegato la madre di Rami a Il Corriere della Sera -. Io ringrazio l’Italia e tutte le persone che hanno permesso questo, ma dico anche che bisognerebbe riconoscere la cittadinanza ai bambini che nascono qui». Alla fine di un lungo tira e molla, fatto di propaganda da chi era favorevole a concedere la cittadinanza al giovane e chi era contrario, il ministro dell’Interno Salvini ha dato il suo via libera e la situazione, almeno per Rami, è destinata a migliorare.

«Grazie per la cittadinanza a mio figlio, ma ora tocca agli altri»

Diverso il discorso per i suoi genitori, ma la donna è pronta a non creare un caso: per lei la cosa più importante è che al figlio siano garantiti i giusti diritti e che lui sia un fiero cittadino italiano con tutti gli onori e gli oneri del caso. E non solo lui, ma anche Adam, l’altro giovane che si è reso protagonista di un comportamento che va oltre la sua tenera età: «Se lo merita. Anche lui è stato bravo, quel giorno: lui, come Rami. Ma soprattutto è un bravo ragazzo e non lo dico perché è mio figlio. Sarà un bravo cittadino italiano».

Non importa se non la date a noi genitori

Almeno loro. «Lasciamo stare noi genitori, non fa niente, per noi è andata così – ha proseguito la madre di Rami -, ma non c’è da aver paura di questi ragazzi che crescono da italiani. I miei figli si sentono italiani ci tengono. Non rinnegano le loro radici, ma anche a casa parlano solo in italiano. In Francia li chiamavano ‘gli italiani’. Da noi pasta, passata di pomodoro e basilico non mancano mai, io ho imparato a fare le lasagne e il tiramisù».

(foto di copertina: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)