La storia di Chiara Galeazzi che ha spiegato cosa succede quando ricevi una notifica di Immuni

Autrice e giornalista, spiega l'importanza dell'app

di Redazione | 19/08/2020

Chiara Galeazzi

Innanzitutto, occorre ringraziare Chiara Galeazzi. O, meglio, devono farlo tutti i coraggiosi (sempre troppo pochi) che hanno scaricato l’app Immuni. Lei è stata tra i pochi che ci hanno mostrato come dovrebbe apparire la schermata del nostro smartphone quando ci arriva una notifica che ci informa di un contatto con una persona risultata Covid-positiva.

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Chiara Galeazzi e la sua notifica sull’app Immuni

L’autrice televisiva e giornalista (all’attivo le collaborazioni per Comedy Central, ma anche per Vice, per Rolling Stone) ha raccontato la sua esperienza con l’app Immuni che risale al mese di luglio. Lo strumento messo a disposizione dal governo per il tracciamento digitale del contagio, infatti, aveva rilevato un suo contatto (per oltre 15 minuti) con una persona risultata successivamente positiva. Il contatto risaliva al 27 giugno (giorno in cui Chiara Galeazzi ha frequentato un locale che, a quanto pare, non ama nemmeno particolarmente) e la notifica è arrivata lunedì 6 luglio.

Nel frattempo, la giornalista e autrice aveva affrontato un viaggio di lavoro da Milano a Roma. Dunque, è stata una delle Asl della Capitale a gestire la sua situazione, in un momento particolarmente complesso, quando cioè stava scoppiando, contemporaneamente, la mini-crisi dei casi di positività arrivati da Bangladesh. Il suo racconto ci fa capire quali sono, effettivamente, i tempi tecnici per aspettare un tampone. Le istituzioni, spesso, parlano di 48 ore. In realtà, l’appuntamento per il tampone è stato fissato – con assistenza domiciliare – per il sabato successivo, con il risultato comunicato il lunedì successivo, esattamente a distanza di una settimana. Risultato che, alla fine, sarà negativo.

Il piccolo elogio di Chiara Galeazzi all’app Immuni

Una settimana di isolamento obbligatorio, con la spada di Damocle di una possibile positività al coronavirus. Tuttavia, il racconto di Chiara Galeazzi dimostra l’utilità e il corretto funzionamento dell’applicazione Immuni che, in ogni caso, deve far fronte anche ai problemi ordinari di coordinamento e di organizzazione delle Asl del territorio. Il racconto, alla fine, rappresenta un piccolo invito all’installazione dell’app:

A qualche settimana da questa vicenda, il mio capo mi manda un link a un articolo di Open dove si annuncia che dal 13 luglio le persone che hanno ricevuto una notifica sono 23. Immagino che nella mia settimana siano state qualcuna in più, ma siamo comunque pochi. Pochi bravi cittadini che hanno messo la loro libertà in pausa per evitare che questo virus faccia i danni che abbiamo visto. Bravi noi. Dovrebbero darci una medaglia, applaudire per noi dai balconi.
Inoltre sapere come è andata la prima volta mi permetterà di vivere molto più serenamente la prossima volta in cui riceverò le notifiche da Immuni.

Quando le riattiverò.

Non è vero, sono ancora attive. Invece la mia medaglia dov’è?