Se vi state chiedendo chi sono i tre positivi individuati da Immuni, non avete capito come funziona l’app

di Redazione | 13/06/2020

caricamento dati Immuni

L’app Immuni ha «individuato» tre persone positive al coronavirus nel corso della sua prima settimana di sperimentazione in Liguria (la sperimentazione è attiva anche nelle Marche, in Abruzzo e in Puglia). Ora, al di là del dato piuttosto simbolico (i download fino a questo momento sono stati soltanto 2,2 milioni, pochi se consideriamo che, per essere efficace, l’applicazione ha bisogno che la utilizzi almeno il 60% degli italiani) è saltato all’occhio il modo in cui la notizia è stata trattata sui giornali e sui social network.

LEGGI ANCHE > A cosa serve l’app Immuni e cosa succede quando entriamo in contatto con un positivo

App Immuni, la strana domanda su ‘chi sono i positivi individuati in Liguria’

In molti, ad esempio, si sono chiesti perché non siano stati resi noti i nomi dei tre positivi trovati in Liguria grazie alla app. E questa domanda di fondo, anche se a volte è stata implicita, dimostra effettivamente che non tutti sono a conoscenza di come dovrebbe funzionare questo sistema di tracciamento. Innanzitutto non è l’app Immuni che trova i positivi. Sono le persone che la scaricano, in base all’analisi di eventuali tamponi, a introdurre i propri dati circa la positività o la negatività. A questo dato è associato un codice.

I cellulari che entreranno in contatto prolungato (almeno 15 minuti a meno di due metri) con queste persone riceveranno una notifica che segnala un potenziale rischio di esposizione al virus. Non è necessario conoscere il nome delle persone per “evitarle”. Serve, invece, al sistema conoscere il codice in modo tale da monitorare eventuali spostamenti delle persone positive e i loro eventuali contatti prima dell’esito del test.

È importante, dunque, aggiornare sempre la propria situazione sanitaria sull’app ed è importante attivare le notifiche per ricevere delle informazioni. Non è una caccia al tesoro o, peggio, alle streghe. È un modo, le tante discussioni sulla privacy e su presunte sue violazioni avrebbero dovuto insegnarcelo, per ricostruire le catene dell’epidemia. Uno tra gli strumenti che si dovrebbero utilizzare per tenere sotto controllo la diffusione del virus.