«Lo hanno lasciato scappare. Cesare Battisti non si consegnerà mai», lo dice il suo avvocato

di Enzo Boldi | 22/12/2018

Polizia brasiliana diffonde foto con travestimenti di Cesare Battisti
  • Ancora non si ha alcuna traccia di Cesare Battisti

  • Il suo legale ammette di non parlarci da giorni e spiega che non si consegnerà mai alla polizia

  • Sempre più difficile per Bolsonaro mantenere la sua promessa di estradizione

E anche oggi lo estradiamo domani. Di Cesare Battisti non c’è più traccia in Brasile. Il terrorista italiano è sparito dal giorno in cui è stato siglato il mandato di arresto per pericolo di fuga e per non mettere a repentaglio l’estradizione promessa dal presidente verdeoro Jair Bolsonaro al ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini. Troppo rumore, troppi annunci e troppi proclami. Il furbo Battisti ha mangiato la foglia prima degli altri e ha fatto perdere le proprie tracce dalla sua casa di Cananeia.

LEGGI ANCHE > Cesare Battisti è scomparso di nuovo?

«Non si consegnerà. Mai. Non darà alcun vantaggio alla polizia che gli dà la caccia. Non farà l’errore di farsi individuare con una mail, un sms o un whatsapp», ha spiegato a La Repubblica l’avvocato Igor Sant’Anna Tamasauskas, legale di Cesare Battisti. Il terrorista è troppo furbo per commettere errori da principiante e le voci sulla sua possibile destinazione parlando di un approdo in Bolivia o in altri Paesi del Sudamerica, in attesa di capire cosa lo aspetta.

Cesare Battisti ha interrotto qualsiasi contatto anche col proprio legale

L’ultimo contatto tra Cesare Battisti e il suo avvocato risale a qualche giorno prima della firma dell’ordine d’arresto da parte del giudice del tribunale supremo Luiz Fux. «Mi aveva chiamato perché dovevamo discutere dell’inchiesta in corso in cui è indagato per esportazione illegale di valuta – spiega l’avvocato Tamasauskas -. Poi è sparito. Ha staccato tutto. E quando ho provato con i suoi amici ho avuto la stessa risposta. Ha interrotto ogni contatto».

Messo in condizione di fuggire

Il legale ha confessato di rappresentare Cesare Battisti a titolo gratuito dal 2013, per una scommessa personale. E da quel giorno molte cose sono cambiate. «Il Brasile ha messo fine a una partita politica delicata con l’Italia – spiega l’avvocato Tamasauskas a Repubblica -, capovolgendo la decisione di Lula, e Battisti è stato messo nelle condizioni di non doverne pagare il prezzo lasciandogli la possibilità di fuggire, come ha fatto».

(foto di copertina: ANSA/WEB/O GLOBO)