DL Recovery, su certificati digitali non si pagherà più la marca da bollo
Sorpresa nel testo del decreto Semplificazioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale lunedì scorso

Niente più balzelli sui certificati anagrafici digitali, dallo stato di famiglia al certificato di nascita o di residenza: per tutti gli atti scaricati attraverso l’Anagrafe tributaria della popolazione residente, non si pagheranno più imposte come il bollo da 16 euro o i diritti di segreteria. L’esonero è previsto dalla bozza del decreto Recovery con le semplificazioni e la governance del piano, sul tavolo del Consiglio dei ministri. Nel testo si precisa che i certificati digitali saranno “in ogni caso, senza oneri per il richiedente”.
Ma in Gazzetta Ufficiale, ecco la sorpresa: l’esenzione dal bollo e di altri costi per il cittadino, per chi ottiene i certificati online, vale solo per il 2021.
Martedì 01 giugno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore il dl Semplificazioni e Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza con le prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure. Sono 67 gli articoli che compongono il provvedimento: si va dal Superbonus – che salta per gli hotel – agli appalti che vedono l’eliminazione della logica del massimo ribasso e la quota del subappalto al 50% con garanzie per i lavoratori impiegati. Ridotti i tempi di valutazione dell’impatto ambientale, il green pass viene realizzato attraverso l’infrastruttura del Sistema Tessera Sanitaria e si potrà scaricare anche tramite l’app Io e Immuni. Inoltre sono stabilite le norme in materia di governance del Pnrr, previsti anche premi e penali per l’esecuzione dei contratti legati al Piano di ripresa e resilienza, inserite le disposizioni di accelerazione e snellimento delle procedure e di rafforzamento della capacità amministrativa. C’è anche l’eliminazione dell’imposta di bollo di 16 euro per i certificati anagrafici richiesti online e l’obbligo di assumere una quota non inferiore al 30% di giovani e donne Under 36.