La cena e il ‘patto delle tagliatelle’ tra Di Maio, Conte e Salvini

di Redazione | 23/10/2018

cena
  • In un ristorante romano cena e con 'patto delle tagliatelle' tra Di Maio, Conte e Salvini

  • I leader a capo del governo avrebbero discusso anche della probabile bocciatura della manovra 2019 da parte dell'Ue

  • Nel menu anche la Rai e le nomine Consob

È stato battezzato ‘patto delle tagliatelle‘ l’intesa che ha trovato a cena ieri sera a Roma il vertice del governo. Seduti a tavola il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, per un incontro che, stando a quanto trapelato, è servito a chiarire le idee sulle questioni che negli ultimi giorni hanno minato alla compattezza dell’esecutivo, a dare risposte ai nodi irrisolti dopo l’intesa trovata sul decreto fiscale.

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La cena a base di tagliatelle è durata più di un’ora e mezza. Il premier e i leader di M5S  Lega avrebbero discusso anche dell’oramai quasi certa bocciatura della manovra 2019 che arriverà dall’Ue e affrontato il tema della tenuta del sistema bancario, il punto su cui i timori dell’esecutivo sono maggiormente concentrati. La sfiducia dei mercati nei confronti dell’Italia indebolisce gli istituti di credito: qualche giorno fa fonti di governo avevano anche ipotizzato un allargamento del fondo centrale di garanzie delle banche come soluzione per compensare un eventuale caduta dei titoli di Stato in possesso delle banche.

Di Maio-Conte-Salvini, cena e ‘patto delle tagliatelle’ senza intermediari

La cena a tre Di Maio-Conte-Salvini è avvenuta senza intermediari, senza portavoce e senza sottosegretari. Stando a quanto trapelato il ‘patto delle tagliatelle’ sarebbe servito per provare a risolvere alcuni nodi chiave dell’alleanza giallo-verde come il decreto sicurezza. Ma nel menu sarebbe finita anche la Rai e la scelta dei direttori dei telegiornali. Così come le nomine della Consob. E l’esito sembra essere stato positivo. Al termine dell’incontro a tavola l’unico a parlare è stato Salvini. «C’è un clima costruttivo, avanti compatti», ha detto il ministro dell’Interno. E ancora: «Capita a tutti di arrabbiarsi quando uno si sente ingiustamente tirato in ballo ma l’incazzatura passa e non ho mai smesso di fidarmi di Conte e Di Maio», ha dichiarato il segretario del Carroccio, minimizzando sugli scontri recenti. «A tavola non c’era alcuna manina», ha detto. Conte, che ha offerto la cena, si è limitato a una battuta: «Avevamo fame, questo lo posso dire».

(Foto di copertina da archivio Ansa: Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte al termine del vertice a Palazzo Chigi, il 22 ottobre 2018. Credit immagine: ANSA / RICCARDO ANTIMIANI)