Calderoli: «Mai stato a cena con Salvini e i commercialisti, mi ero rotto perone e legamento»

Il senatore della Lega smentisce le ricostruzioni

di Gianmichele Laino | 13/09/2020

Cena Calderoli-Salvini

Non c’è stata alcuna cena Calderoli-Salvini con i commercialisti della Lega che, al momento, sono indagati e si trovano ai domiciliari per l’acquisto di un capannone da parte della Lombardia Film Commission. Almeno è quello che sostiene il senatore leghista di Bergamo, che ha anche un alibi di ferro. «Sono sicuro – dice al Corriere della Sera – di non essere stato nelle condizioni di poter uscire di casa in quel periodo: mi ero rotto il perone e il legamento».

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Cena Calderoli-Salvini e i commercialisti della Lega: il senatore dice che non c’è mai stata

Ma Calderoli rafforza ulteriormente la sua posizione: dice di aver mangiato insieme a Salvini per l’ultima volta due anni fa e che non ama in generale andare a cena fuori, la ritiene una cattiva abitudine. Dunque, bolla la notizia che ieri è rimbalzata su tutti i principali quotidiani nazionali come una fake news. Del resto, sono state raccontate inesattezze smentite anche dalla procura di Milano che si sta occupando delle indagini. Si era parlato della registrazione della conversazione con un Trojan, ma l’utilizzo di un dispositivo di registrazione elettronico è stata smentita dalla stessa procura di Milano.

Cena Calderoli-Salvini, l’opinione del leghista

Che, anche questo è vero, nel suo comunicato non fa cenno a una smentita sull’effettivo svolgimento della cena stessa. Ma Calderoli sembra sicuro nella sua difesa: «Si leva un gran polverone – ha concluso – perché ci sono le elezioni. Con i commercialisti non ho mai nemmeno mangiato una pizza, anche se li conosco e mi sentirei di dire che sono persone perbene, altrimenti non avremmo affidato loro degli incarichi così importanti».

La cena di cui parla Calderoli sarebbe stata l’occasione per fare il punto su alcune operazioni realizzate per conto del partito di Matteo Salvini. Nei giorni precedenti alla presunta cena, i magistrati avrebbero registrato una certa preoccupazione tra gli indagati per una serie di circostanze non favorevoli nelle operazioni finanziarie di cui si stavano occupando. Ma Calderoli sostiene che quella cena non ci sia mai stata.

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