Caso Metropol, la Cassazione conferma il sequestro probatorio perché la registrazione testimonia «un fatto storico»

di Gaia Mellone | 13/02/2020

  • All'interno dell'inchiesta sui presunti fondi russi versati alla Lega venne eseguito un sequestro probatorio di diversi device

  • Il sequestro era legittimato dalla ricerca della prova di cui si parlava nella registrazione che fece partire le indagini

  • Inutile il ricorso dei legali di Gianluca Savoini

La registrazione della conversazione avvenuta tra Gianluca Savoini Francesco Vannucci e Gianluca Meranda e alcuni funzionari russi «riproduce un accadimento della realtà» e per questo, pur non essendo necessariamente utilizzabile nella realtà processuale,  è corretto che venga considerata come notizia criminis dal pm per le indagini. È la decisione presa dalla Cassazione in merito al respingimento del ricorso presentato dai legali di Savoini sulla conferma del tribunale del Riesame di Milano del sequestro probatorio di due cellulari e alcune chiavette usb avvenuto all’interno dell’inchiesta sui presunti fondi russi versati alla Lega.

Caso Metropol, la Cassazione conferma il sequestro probatorio perché la registrazione testimonia «un fatto storico»

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La registrazione consegnata dal giornalista Stefano Vergini «ha ad oggetto un accordo illecito per la retrocessione di importanti somme di denaro a favore del partito politico Lega e dei funzionari russi, coinvolti nella trattativa della vendita di prodotti petroliferi», scrivono i giudici della sesta sezione penale della Cassazione nella decisione con la quale lo scorso dicembre è stato respinto il ricorso presentato dalla difesa di Gianluca Savoini. L’ex portavoce di Matteo Salvini e referente dell’associazione Lombardia-Russia aveva infatti cercato di opporsi all’ordinanza del Riesame di Milano che confermava il sequestro probatorio finalizzato alla ricerca della prova di diversi device all’interno dell’inchiesta sui presunti fondi russi versati alla Lega. In quella registrazione infatti ci sarebbero dei passaggi chiave ed estremamente rilevanti: «In particolare, in un passaggio della conversazione, si chiariva come fosse già stato raggiunto un accordo i cui termini essenziali erano riportati in uno screenshot di appunti alla cui ricerca e pertanto funzionale il sequestro» scrivono infatti i giudici. Il file, la cui «autenticità e l’attendibilità» sono state accertate «essendo state escluse manipolazioni ed interventi esterni sul supporto che contiene la traccia audio», «a prescindere dalla utilizzabilità in sede processuale» dovuta alla non conoscenza dell’autore della stessa, «riproduce un avvenimento storico».

(Credits immagine di copertina: Pagina Facebook Gianluca Savoini – dietro le quinte)