Casalino smentisce il virgolettato di Conte in prima pagina sul Fatto Quotidiano

L'ufficio del portavoce di Giuseppe Conte non ha esitato a smentire i virgolettati in prima pagina e nell'articolo dell'edizione cartacea di oggi del Fatto Quotidiano

25/07/2021 di Ilaria Roncone

«O si cambia o leviamo la fiducia»: queste le parole che, secondo la prima pagina de Il Fatto Quotidiano cartaceo di oggi, Giuseppe Conte avrebbe detto in riferimento alla riforma della giustizia. Dopo la storia di Conte che avrebbe chiamato Casaleggio con l’appellativo Cazzareggio secondo Il Tempo, il Fatto ha attribuito al capo politico designato dei 5 Stelle una frase che non ha mai detto e che il suo portavoce, Rocco Casalino, si è affrettato a smentire.

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Il virgolettato di Conte in prima pagina sul Fatto Quotidiano è falso

«In merito ad alcuni virgolettati che oggi vengono attribuiti all’ex premier – hanno detto dall’ufficio di Rocco Casalino, come riporta Open – si precisa che Conte non ha rilasciato interviste, né dichiarazioni, né virgolettati». Quando si parla della questione giustizia, infatti, «Conte sta lavorando per trovare una mediazione». Quello che, invece, Il Fatto Quotidiano sosteneva è che il capo politico stesse minacciando di levare la fiducia e l’appoggio del Movimento 5 Stelle al governo Draghi in caso di mancata intesa sulle modifiche volute dai pentastellati.

«O si cambia o leviamo la fiducia» – che svetta in prima pagina – non è il solo virgolettate che sarebbe stato erroneamente attribuito a Conte dal Fatto. Il giornale fondato da Pedellaro cita come fonte, nell’articolo in questione, ambienti vicini all’ex presidente del Consiglio. Secondo queste Conte avrebbe anche detto: «Se non accettano modifiche vere, preservando innanzitutto i processi per mafia, per noi sarà impossibile votare la fiducia» e, ancora, «qui il punto non è neanche il M5S, non possiamo recedere di fronte al rischio di favorire l’impunità dei mafiosi».

Indubbiamente Conte e i 5 Stelle sono perplessi rispetto alla riforma della giustizia approvata dal Consiglio dei ministri, ma l’intenzione è quella di lavorare a una mediazione in merito – in particolare – alla prescrizione.

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