La foto di Bonucci e la spiegazione della compagna: «I miei attraversano una scala interna per venire da me»

20/04/2020 di Redazione

Come al solito, i social network possono trasformarsi in un boomerang. Sia per chi si espone, sia per chi pensa di poterli utilizzare come se fossero una sorta di agenzia investigativa per fare poi i castigatori di usi e costumi altrui (soprattutto se l’altro è un personaggio famoso, del mondo dello spettacolo o dello sport). Le critiche, nelle ultime ore, si sono concentrate su casa Bonucci. Il difensore della Juventus è stato ritratto in una foto con la compagna, i suoi figli e i suoceri, mentre era in posa per una foto di famiglia. La piccola reunion si è resa necessaria per festeggiare il compleanno del suocero di Bonucci, proprio nei giorni in cui l’Italia intera è in lockdown per l’emergenza coronavirus.

LEGGI ANCHE > Bonucci dice che Kean ha il 50% della colpa per gli insulti ricevuti

Casa Bonucci, le polemiche per la festa di compleanno

Le critiche che sono arrivate su Instagram dopo la pubblicazione della foto riguardavano il presunto assembramento, il regalo e la torta acquistata per festeggiare il 63esimo compleanno del padre della compagna di Leonardo Bonucci. Tuttavia, come spesso accade, le cose non sono andate come i commentatori seriali di Instagram avrebbero voluto credere.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Che poi, Corona, cosa hai cambiato delle cose che nulla può cambiare? #happybirthday #nonnodino ❤️

Un post condiviso da Martina Maccari (@martinazoev) in data:

Casa Bonucci, la risposta della compagna

«Dal 7 marzo – ha spiegato Martina Maccari, compagna di Bonucci – ho messo piede fuori casa 2 giorni fa per la prima e unica volta. Mi portano la spesa a casa. Abbiamo usato un Glovo per la torta, regalato un disegno incorniciato con una vecchia cornice che avevamo a casa. I miei attraversano una scala interna per venire da me. Sono chiusi come me dal 7 marzo. Spesa a casa, farmacia a casa. Fatemi un favore criticate tutto: soldi, casa, marito, me in prima persona, ma non il senso civile e di responsabilità. Abbiamo donato e continuiamo ad adoperarci come possiamo per fronteggiare questa situazione. State facendo una polemica sterile a mio avviso. Se siete arrabbiati con il mondo vi capisco, ma non ci risolverà la vita tanta inutile polemica».

Il caso – in realtà non necessario in un momento come questo – dovrebbe essere chiuso.

Share this article