Giulia è l’ennesima ragazza messa alla gogna social da Matteo Salvini

di Gianmichele Laino | 04/03/2019

Cartello Salvini

Rifletti. Giulia potresti essere anche tu. Che tu sia uomo o donna non conta. Certo, forse se sei donna l’effetto è ancor più amplificato vista l’utenza media dei canali social del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Se manifesti per le tue idee, se racconti una verità diversa rispetto a quella che la politica maggioritaria dei nostri giorni ti vuole imporre, se mostri il dissenso. Se qualcuno ti scatta una foto, puoi benissimo finire sulla pagina Faceook del leader della Lega. Una grande cassa di risonanza da 3,4 milioni di followers.

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Cartello Salvini a Milano, la ragazza finisce alla gogna

La storia di Giulia è quella che ognuno di noi potrebbe vivere. La ragazza, i sogni nel cassetto, la scuola di teatro. Condannata a finire sulla gogna dei social network del ministro dell’Interno a causa di un cartello provocatorio: «Meglio buonista e puttana – si leggeva sul carro dei Sentinelli di Milano, nella grande manifestazione antirazzista Prima le persone – che fascista e salviniana». Legittimo dissenso.

L’esibizione della preda sui social network di Matteo Salvini

Quello che è successo dopo, tuttavia, ha dell’incredibile. Matteo Salvini pubblica la fotografia sulla propria pagina Facebook. Equivale al solito ammiccamento nei confronti dei suoi followers. Ciò che, a causa del politicamente corretto, il ministro non può dire, lo lascia pronunciare alle schiere dei suoi seguaci, pronti a ricoprire di insulti indicibili una giovane donna.

Un meccanismo che Matteo Salvini utilizza spesso, l’ultima volta in Sardegna, qualche tempo fa con alcune studentesse che lo avevano contestato nel corso di una manifestazione a Napoli. Ma con Giulia, il ministro dell’Interno, è addirittura recidivo: «Giulia era sul nostro carro sabato – hanno scritto i Sentinelli di Milano -. Giulia per un cartello che recitava “migranti non lasciateci soli con i fascisti” esibito in occasione di una manifestazione dopo i fatti di Macerata era già stata additata da Matteo Salvini sulla sua bacheca facebook. A Giulia arrivò addosso di tutto, dagli insulti sessisti a vere e proprie minacce di violenza fisica».

Cartello Salvini, il post dei Sentinelli di Milano

 

«Non ho memoria – continua la nota – dal dopoguerra in poi, di un solo Paese dell’ Europa Occidentale con una figura che messa a tutela della sicurezza di tutti noi, impegna il suo tempo a mettere in una situazione di pericolo chi non la pensa come lui. È una cosa inaudita. Siamo tutti con Giulia. Siamo tutti Giulia».

Parole che non possono riassumere meglio tutto quello che, in queste ore, la ragazza ha dovuto sopportare. Il post di Matteo Salvini, pubblicato intorno alle 11 di mattina, è stato dato in pasto alla Bestia, il meccanismo dei social network portato avanti da Luca Morisi e attraverso il quale il ministro dell’Interno continua a racimolare consensi. Anche con mezzi del genere. Che, a maggior ragione se vengono utilizzati da un’istituzione, fanno davvero paura.

Perché Giulia potresti essere anche tu. Che tu sia uomo o donna non conta. Rifletti.