Cappato e Mina Welby assolti a Massa: non sussiste l’accusa di aiuto al suicidio

di Gianmichele Laino | 27/07/2020

Cappato assolto

La storia di Davide Trentini era nota. Mina Welby, moglie di Piergiorgio (uno dei primi casi di eutanasia in Italia), e Marco Cappato erano sul banco degli imputati con l’accusa di aiuto al suicidio per il 54enne che aveva chiesto il loro aiuto e quello dell’associazione Luca Coscioni per andare a morire in una clinica specializzata in Svizzera. La corte d’Assise di Massa, nonostante la richiesta del pubblico ministero, ha stabilito che i due sono stati assolti perché il fatto non costituisce reato. Cappato assolto insieme a Mina Welby: un altro passaggio storico, si spera, verso una legge del Parlamento sul fine vita.

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Cappato assolto insieme a Mina Welby per il caso di Davide Trentini

Il pubblico ministero aveva chiesto 3 anni e 4 mesi perché, sebbene presenti tutte le attenuanti del caso perché il fatto era stato commesso con tutte le buone intenzioni e nel pieno rispetto della coscienza di Davide Trentini, comunque mancavano i presupposti perché l’aiuto al suicidio potesse essere considerato lecito. I giudici, tuttavia, si sono mostrati di diverso avviso.

«Siamo stati assolti – ha detto Mina Welby -, adesso questa sentenza è come una cometa che segna al Parlamento che deve fare una legge sul suicidio assistito». La consulta, già all’indomani della sentenza sulla morte di Dj Fabo, aveva chiesto alla politica italiana di colmare un vuoto legislativo in base al quale non si era potuto procedere al giudizio di assoluzione o colpevolezza per Marco Cappato che aveva aiutato Dj Fabo a rispettare la sua volontà sul fine vita.

«La sentenza di oggi – ha aggiunto Marco Cappato – fa compiere un altro passo avanti verso un più ampio riconoscimento del diritto ad essere aiutati a morire. L’azione di disobbedienza civile proseguirà finché il Parlamento non deciderà sulla proposta di legge sull’eutanasia legale che attende da 7 anni».

Prima della formulazione del pubblico ministero, Marco Cappato aveva rilasciato delle dichiarazioni spontanee e aveva affermato: «Siamo andati con Mina Welby dai carabinieri di Massa a raccontare quello che abbiamo fatto e che rifaremmo». Anche Mina Welby aveva spiegato la ragione del suo gesto: «Ho accompagnato Davide Trentini in Svizzera proprio perché sono cattolica e ho avuto compassione». Davide Trentini era morto in una clinica svizzera il 13 aprile del 2017: Marco Cappato, Mina Welby con la collaborazione e il supporto dell’associazione Luca Coscioni hanno aiutato il 54enne a portare avanti il proprio diritto di scegliere fino alla fine.