Hanno finalmente risolto il problema della cannabis light

di Redazione | 12/12/2019

cannabis light

Non ci sarà più possibilità di confusione. Non ci saranno più sentenze che metteranno a rischio l’attività dei negozi di cannabis light (che sono sorti in misura sorprendente negli ultimi due anni). Con un sub-emendamento in commissione Bilancio al Senato alla legge sulla manovra 2020, sei senatori di tre partiti della maggioranza hanno inserito misure chiare per la commercializzazione della cannabis light.

LEGGI ANCHE > Cannabis: la reazione dei commercianti il giorno dopo la sentenza della Cassazione | VIDEO

Cannabis Light, l’emendamento alla manovra risolve i disguidi

L’emendamento è stato firmato da Loredana De Petris e Paola Nugnes del gruppo misto, Monica Cirinnà e Daniela Sbrollini (PD), Francesco Mollame e Matteo Mantero (M5S). Sul testo dovrebbe essere posta la questione di fiducia, quindi – salvo clamorosi ribaltoni dell’ultima ora – la legge dovrebbe essere blindata. Recentemente, alcune sentenze della Cassazione avevano messo in dubbio la possibilità di commercializzare gran parte dei prodotti nei negozi di cannabis light. 

Questo aveva provocato non soltanto lungaggini burocratiche e problemi agli esercenti, ma in alcuni casi aveva dato modo alle forze dell’ordine di intervenire con commerci preventivi della merce. E, tra le altre cose, ciò aveva significato – per molte attività – la chiusura. Secondo la Cassazione, infatti, sarebbe stata illecita la cessione, la messa in vendita, la commercializzazione di foglie, infiorescenze, olio e resina derivanti dalla coltivazione della cannabis light. 

Cosa prevede l’emendamento sulla cannabis light

Ora, l’emendamento inserito in manovra spazza via qualsiasi dubbio. Innanzitutto, estende la legge 242/2016 (quella sulla commercializzazione della cannabis light) a tutte le parti della pianta, comprese le foglie, le infiorescenze, l’olio e i derivanti. Inoltre, ha fissato una soglia molto definita per il principio attivo contenuto all’interno dei prodotti, individuato allo 0,5% per il THC.

Soddisfazione dal mondo dei commercianti della cannabis light che si augurano in questo modo che qualsiasi tipo di malinteso, per un settore che negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente: più di 2000 negozi e 40 milioni di fatturato nel 2018. Questa crescita era stata messa in crisi dalle ultime vicende giudiziarie. L’emendamento alla legge di Bilancio spazza via i dubbi.