Cagliari, vendevano permessi di soggiorno: coinvolti anche due dipendenti del ministero dell’Interno

di Gaia Mellone | 06/05/2019

  • 8 le persone arrestate, mentre altre 196 sono state iscritte nel registro degli indagati

  • L'organizzazione criminale aveva coinvolto anche due dipendenti ministeriali della Commissione territoriale per il riconoscimento della Protezione internazionale

  • I segretari della commissione creavano una corsia preferenziale per le dichiarazioni con documentazione fasulla

Un vero e proprio listino prezzi che andava dai 500 euro fino ai 6 mila per l’ottenimento illecito di un permesso di soggiorno. La banda criminale con sede a Cagliare operava almeno dal 2017, ovvero da quando la Polizia ha cominciato a monitorarne l’attività. Dopo le due inchieste parallele della Squadra mobile e della Digos della Questura di Cagliari, oggi è scattato l’arresto per 8 persone, e l’iscrizione al registro degli indagati di 196 persone. Tra i coinvolti, anche due dipendenti del ministero dell’Interno.

Cagliari, vendevano permessi di soggiorno: coinvolti anche due dipendenti del ministero dell’Interno

Un’organizzazione elaborata fino all’ultimo dettaglio, tanto da arrivare persino negli uffici del ministero dell’Interno. Tra le persone coinvolte nell’operazione criminale della banda di Cagliari che vendeva permessi di soggiorno a immigrati bengalesi, c’erano anche i segretari della Commissione territoriale per il riconoscimento della Protezione internazionale, ovvero quella deputata ad analizzare le richieste di permesso di soggiorno. Previa tangente, i due creavano una sorta di “corsia preferenziale”, facendo salire la discussione di uno specifico caso nel calendario delle sedute della commissione, che era però all’oscuro dell’operazione accertata dalla polizia. Le richieste portate dai segretari erano corredate da documentazione fasulla: al contratto di lavoro e al domicilio provvedeva la stessa banda criminale, che contattava i bengalesi appena giunti in Italia e si coordinava con Cagliari dove venivano teoricamente ospitati. I 28 italiani sui 196 iscritti nel registro degli indagati, tra cui un avvocato, sono infatti accusati di aver rilasciato false dichiarazioni, e dovranno rispondere di favoreggiamento all’immigrazione e falso materiale ed ideologico.

(Credits immagine di copertina: Frame video Twitter Polizia di Stato)