Brian Acton, il creatore di Whatsapp, si confessa a Forbes: «Ho venduto la privacy dei miei utenti»

Brian Acton ha creato Whatsapp, l’app di messaggistica che ha rivoluzionato il modo di parlare di milioni di persone. È anche la persona che ha lanciato il famoso hashtag #deleteFacebook. Ed è anche l’uomo che ha abbandonato la sua app in cambio di una somma di denaro che avrebbe fatto gola a chiunque. Così facendo, racconta a Forbes, «ho venduto la privacy dei miei utenti».

Brian Acton si confessa a Forbes, perché il divorzio da Facebook

Brian Acton non ha mai rilasciato interviste da quando lanciò l’hashtag che invitava a cancellarsi da Facebook durante lo scandalo di Cambridge Analytica. Solo sei mesi prima però, Acton aveva venduto la sua gallina dalle uova d’oro proprio a Mark Zuckerber. Ne parla in un’intervista esclusiva con Forbes per la prima volta. Il cofondatore dell’app di messaggistica instantanea racconta di aver lasciato la compagnia perché il ruolo di Facebook stava diventando sempre più invasivo, volendo monetizzare Whatsapp attraverso delle pubblicità e vendendo agli utenti degli strumenti per interagire tra loro, e alla fine, tracciarli. Nulla di sorprendente se si pensa a come funzioni, da sempre, il social network creato da Zuckerberg. Un modo di lavorare che però andava contro alla politica di Brian Acton, da sempre concentrato sulla protezione dei dati e sulla tecnologia open source. Uno delle ultime vittorie prima di andarsene fu quella di ottenere la protezione della privacy delle chat con la crittografia end-to-end, ma confessa che Facebook era davvero restia ad accettare e che è stata «una lotta dura». Le parole che però riserva a Facebook, non sono di rancore, ma di semplice divergenza di visioni: «Sono persone d’affari, delle ottime persone d’affari. Semplicemente rappresentano un modo di fare business, con dei principi e un’etica che io non condivido» ha dichiarato a Forbes, spiegando che la scelta sua e del cofondatore  Jan Koum di vendere l’app a Facebook nel 2014 era stata motivata semplicemente dal denaro. «Ci ha fatto un’offerta che non potevamo rifiutare» dice, riferendosi ai 22 miliardi che hanno reso la vendita una delle più grandi della storia del tech .

Brian Acton si confessa a Forbes: «Sono un venduto, ne prendo coscienza»

 

Molte volte lungo l’intervista, Acton si autodefinisce un venduto. «Ho venduto la privacy dei miei utenti per un beneficio maggiore. Ho fatto una scelta e un compromesso. E devo conviverci ogni santo giorno». Andandosene, Brian Acton ha portato via con sé 850 milioni di dollari: «Sono un venduto, me ne rendo conto». Acton, dopo aver lasciato Facebook e Whatsapp, ha fondato una nuova compagnia. Si chiama Signal, e fondamentalmente, è uguale a Whatsapp, senza le logiche di monetizzazione di Facebook. La nuova app di messaggistica creata da Brian è diventata lo standard di riferimento della comunità di sicurezza per le comunicazione che vogliono sfuggire a qualsiasi tipo di sorveglianza, il tutto con uno staff di poche persone che lavorano no-profit. Nella costruzione di Signal e dell’omonima fondazione, Acton ha investito 50 milioni di dollari, provenienti proprio dalla buona uscita da Facebook. Grazie a Signal, Brian è tornato a perseguire i suoi ideali, e può lavorare liberamente per far progredire la tecnologie open source senza compromessi e proteggendo davvero i dati. Forse, gli servirà di redenzione.

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(Credits immagine: NILTON FUKUDA/ESTADAO CONTEUDO)

 

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