Brasile, il ministro degli Esteri è un ‘negazionista’ del cambiamento climatico

di Redazione | 16/11/2018

negazionista
  • In Brasile c'è un ministro degli Esteri che nega il cambiamento climatico

  • Ernesto Araujo considera «climatismo» un «dogma» usato «per giustificare l'aumento del potere degli Stati sull'economia»

  • Secondo un'ong contro il riscaldamento globale il Brasile rischia di diventare «un nano diplomatico»

Vi immaginate il ministro di un grande Paese che nega il cambiamento climatico? Non c’è nulla di cui stupirsi. Perché è proprio quello che accade in Brasile, dove Ernesto Araujo, un diplomatico di carriera scelto dal nuovo presidente Jair Bolsonaro come ministro degli Esteri pubblica online post che considerano inutile o ingiustificato l’allarme sul clima di questi anni, scatenando le critiche delle organizzazioni ambientaliste.

In Brasile c’è un ministro degli Esteri ‘negazionista’ sul clima

Araujo, 51 anni, finora poco conosciuto visto che non ha mai occupato posizione all’estero, è l’autore principale di un blog, dal titolo ‘Metapolitica 17‘ e con sottotitolo ‘Contro il globalismo‘ che la dice lunga sulla sua visione della politica estera. In un articolo pubblicato il mese scorso, per esempio, il neoministro ha denunciato quello che definisce «climatismo», che sarebbe un «dogma» usato «per giustificare un aumento del potere regolatore degli Stati sull’economia e il potere delle istituzioni internazionali sugli Stati nazionali e le loro popolazioni, nonché a soffocare la crescita economica nei paesi capitalisti democratici e favorire la crescita della Cina».

 

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(Il blog del ministro degli Esteri brasiliano)

 

Le ong sono preoccupate

Una ong specializzata nella lotta contro il riscaldamento globale, l’Osservatorio del Clima, ha definito «molto preoccupante» la scelta di Araujo come ministro degli Esteri, sottolineando in una nota che «il radicalismo ideologico che esprime nei suoi scritti rappresenta una minaccia per il pianeta, giacché nega il cambiamento climatico e dunque, presumibilmente, anche gli sforzi internazionali per combatterlo». Secondo l’Osservatorio se il governo di Bolsonaro seguisse la linea politica indicata dal diplomatico il Brasile rischierebbe di diventare «un nano diplomatico e un paria globale», tenendo presente l’importanza che il paese sudamericano ha avuto finora nell’azione globale per la protezione ambientale, dalla Conferenza di Stoccolma del 1972 all’Accodo di Parigi del 2015.

 

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(Il blog del ministro degli Esteri brasiliano)

 

«Voglio aiutare il Brasile e il mondo a liberarsi dall’ideologia globalista. Il globalismo è una globalizzazione economica che è stata guidata dal marxismo culturale», dice il ministro nella presentazione sul blog. «Il progetto metapolitico significa essenzialmente aprirsi a una presenza di Dio nella politica e nella storia».

(Foto di copertina Zumapress da archivio Ansa: il presidente Bolsonaro. Credit immagine: O Globo / GDA via ZUMA Wire)