Il leghista Borghi accusa Sea Watch di non aver portato i «clandestini» in un villaggio vacanze

di Enzo Boldi | 28/01/2019

Claudio Borghi
  • Claudio Borghi ha accusato Sea Watch di aver raccattato migranti in mare

  • Poi spiega che i 47 "clandestini" potevano essere portati in un villaggio vacanze in Tunisia

  • Ricordiamolo: è un deputato della Repubblica Italiana e presidente della Commissione Bilancio alla Camera

Forse a Claudio Borghi, leghista di ferro, residente a Milano ma eletto alla carica di deputato nella circoscrizione Toscana, mancano le bufale dei migranti che vivono negli alberghi di lusso o che protestano perché non hanno la tv satellitare (tutte fake news che la storia ha prontamente ridimensionato e smentito). Ed ecco che l’anima verde riesce fuori sulla questione dei 47 esseri umani soccorsi nel Mediterraneo dalla nave della Ong Sea Watch. Per l’onorevole (anche se il termine sembra esser più che azzardato), i soccorsi hanno «raccattato»«clandestini» (sì, nella foto allegata al suo tweet compare quello che lui fa finta essere un errore) e, invece di portarli in un villaggio vacanze per li hanno portati vicino a Siracusa.

L’odio vomitato in un solo tweet da Claudio Borghi dovrebbe spingere qualcuno all’interno del governo a porre fine al suo mandato, almeno da presidente della Commissione Bilancio della Camera. Ma, purtroppo, la situazione è questa: non si entra mai nel merito di una questione, ma si getta solamente fango a mo’ di provocazione per ottenere un consenso che va oltre il populismo. Perché si parla tanto della questione migranti e la loro risposta ‘aiutiamoli a casa loro’ non propone mai soluzioni per aiutarli realmente a casa loro.

Il tweet di Borghi che deride i migranti della Sea Watch

 

I migranti potevano essere portati a nel villaggio vacanze Club Med France di Djerba, in Tunisia. Ecco la tesi del deputato leghista Borghi che, senza alcuna vergogna e sprezzante del disinteresse delle condizioni dei migranti a bordo della Sea Watch, si limita a fare battutine, su cui poi rincara la dose rispondendo a un utente che lo contestava per l’irrisione dei 47 esseri umani: «Poveri NAUFRAGHI. Quando uno naufraga vuol essere riportato a terra no? Quindi senza problemi dopo averli riscaldati e rifocillati li riportiamo da dove sono partiti. E se Libia non va bene (ma se era così pericolosa perché ci sono andati?) lì vicino c’è il villaggio turistico».

La finta correzione dei «clandestini»

Già il concetto, di per sé, è esasperato. Poi però, andando a vedere l’immagine utilizzata per il suo tweet di risposta a Sea Watch Italia, appare evidente come Borghi abbia scelto la via della derisione pubblica dei 47 esseri umani soccorsi. L’immagine, infatti, non è stampata e fotografata e le scritte sopra la mappa sono state fatte virtualmente. Quindi, la scelta di scrivere la parola «clandestini» e poi barrarla per sostituirla con «migranti» è il segno del suo profondissimo pensiero.

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)