Borghezio escluso dalle Europee: «Non chiederò un posto inginocchiandomi davanti a Salvini»

di Enzo Boldi | 16/04/2019

Borghezio
  • Mario Borghezio è il nome più fragoroso tra quelli esclusi dalla Lega in vista del voto europeo

  • Lo storico eurodeputato siede tra gli scranni della Ue da 18 anni, ma ora è tempo di cambiare

  • Per lui è stato un grave errore, ma non si prostrerà in ginocchio per chiedere un posto a Salvini

L’esclusione di Mario Borghezio dalle liste della Lega in vista del voto per il nuovo Parlamento Europeo è arrivata come un fulmine a ciel sereno, anche per quello che – dal prossimo 26 maggio – sarà a tutti gli effetti solo un ex-europarlamentare del Carroccio. Il politico torinese classe 1947 non è stato, infatti, inserito in nessuno degli elenchi elettorali consegnati e presentati, dove compare in tutte le circoscrizioni il nome di Matteo Salvini come capo-lista.

«Non capisco le ragioni che hanno portato alla mia esclusione dalle liste alle europee – ha spiegato Mario Borghezio a La Repubblica -. Credo che sia un grave errore politico inspiegabile da parte di un leader forte come Matteo Salvini. Non faccio alcuna lamentela. Non sono il tipo. Ricordo solo che, come diceva Talleyrand, in politica un errore è peggio di un crimine. Pare che passeremo dagli attuali 4 leghisti a 20, forse 25, 30 eurodeputati, tutti nuovi. A loro sarebbe stato utile la mia esperienza. Inoltre sono l’unico leghista ad avere avuto un incarico istituzionale, visto che ero capogruppo alla Commissione Esteri. Ero pronto a candidarmi al Centro, lontano dal mio territorio naturale che è il Nord Ovest. E con ottimi risultati». L’europarlamentare, infatti, lascerò il suo scranno dopo 18 lunghi anni all’interno del Parlamento Europeo.

Borghezio escluso dalle liste europee della Lega

Il suo nome è stato depennato per fare spazio a profili più giovani e più ‘sovranisti’ di Borghezio che, però, esclude che la decisione di Matteo Salvini di escluderlo dalle prossime elezioni europee sia figlia delle sue posizioni molto vicine all’estrema destra: «Io ho fatto sempre il mio lavoro tranquillo. Sulla scala dell’estremismo da uno a cento, io sto a 28, il resto della Lega a 105. Per anni ero visto come nemico di Roma, ora se vado in un bar della Capitale mi offrono il caffè».

Mai in ginocchio a elemosinare un posto

Borghezio, leghista di ferro e della prima ora, no ha alcuna intenzione di fare scenate o di impietosire il suo leader, nonostante un veloce colloquio telefonico avuto con Salvini martedì mattina: «Stamattina ho chiamato Salvini, che è quasi irraggiungibile, ma una battutina gliel’ho data, lui mi ha detto che c’era una riunione oggi, che si doveva ancora decidere, ma non mi sono messo certo in ginocchio».

(foto di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)