Anche per il sindaco che ha alzato le soglie del bonus Covid nel suo comune in Basilicata si dirà che è sbagliata la legge?

Come reagirà chi - a livello nazionale - ha puntato il dito contro il provvedimento del governo e non contro chi, tra i politici, ne ha beneficiato?

di Gianmichele Laino | 12/08/2020

Bonus sindaco

Una questione locale, in Basilicata, ci offre un motivo di riflessione per quello che sta succedendo, a livello nazionale, in merito al bonus per le partite iva elargito su proposta del governo nel corso dell’emergenza coronavirus. È noto, infatti, che anche alcuni politici – tre deputati, ma anche tanti amministratori locali – ne hanno usufruito. Oltre a censurare i comportamenti dei singoli politici, le forze di minoranza – Lega in testa – hanno posto una questione più ampia: la legge sarebbe stata fatta male, con soglie molto ampie e con una elargizione a pioggia che non ha creato i giusti filtri che avrebbero impedito, a chi riveste cariche politiche, di ottenere il bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi e per le partite iva.

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Bonus sindaco lucano, la determina di giunta e quello che è successo in seguito

Ma cosa succede se a stabilire le regole del gioco è un amministratore politicamente affine a chi – a livello nazionale – critica il provvedimento? A Viggiano, in Basilicata, paese noto per essere il centro nevralgico dell’estrazione petrolifera, il primo cittadino Amedeo Cicala – vicino alla Lega (il fratello è presidente del Consiglio regionale, spesso ha accompagnato Matteo Salvini nelle sue visite in regione) – ha approvato una determina di giunta che prevedeva un bonus (molto più sostanzioso dei 600 euro nazionali) per tutte le partite iva del territorio comunale, con soglie di ammissione molto più alte dei 35mila euro previsti per la misura a livello nazionale. 

Il sindaco rientra tra le 370 partite iva che hanno chiesto e ottenuto il bonus: «Ho la partita iva in quanto avvocato – ha dichiarato al portale Basilicata 24 – e come tutti gli altri ho fatto richiesta. Certamente il Comune non ha messo su un bando impegnando 500mila euro per favorire il sindaco con 3mila euro di bonus».

Il primo cittadino, inoltre, ha parlato di strumentalizzazione della vicenda nei suoi confronti e ha affermato di non aver danneggiato gli altri, in quanto tutti i cittadini di Viggiano che hanno fatto richiesta hanno successivamente ottenuto il bonus stanziato dal comune.

Ma il punto è proprio questo. Non è in discussione la legittimità dell’operazione, così come non lo è per quei deputati che hanno ottenuto il bonus per le partite iva a livello nazionale. La valutazione è di carattere politico, sulle ‘regole del gioco’. Se era sbagliato il quadro normativo che ha permesso ai deputati e agli amministratori locali di accedere al bonus da 600 euro (come si sostiene dalle opposizioni di governo), non lo sarà a maggior ragione in casi come questo promossi a livello locale?