Salvini diceva di non voler togliere il «bonus Renzi», ma ai sindacati è stato annunciato l’addio agli 80 euro

di Enzo Boldi | 06/08/2019

Bonus Renzi

La mano destra non sa quello che fa la sinistra. O, almeno, fa finta di non saperlo. E così, dopo mesi in cui Matteo Salvini aveva negato la possibilità di cancellare il Bonus Renzi – quei famosi ‘80 euro’ in busta paga sotto forma di credito Irpef destinato ai lavoratori con redditi non superiori a 26.600 euro e sopra gli 8.174 euro annui – oggi è stato spiegato ai sindacati (convocati al Viminale dalla Lega) che parte dei fondi per le riforme del 2020 arriveranno proprio dall’addio a quell’importo inaugurato con la Legge di Bilancio del 2015.

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«Io do, non tolgo», aveva detto Matteo Salvini il 22 maggio scorso, rispondendo all’ipotesi rilanciata dal ministro dell’Economia Giovanni Tria sulla cancellazione del Bonus Renzi. La risposta da Robin Hood del leader della Lega era stata però, smentita nel corso della stessa giornata di fine maggio da viceministro all’Economia Massimo Garavaglia. E oggi, come allora, è stato lo stesso viceministro all’Economia durante l’incontro al Viminale tra i rappresentanti del Carroccio e i Sindacati (con l’assenza della Cgil di Maurizio Landini).

La Lega abolirà il Bonus Renzi

«Pensiamo a 10/15 miliardi di riduzione tasse. A partire dal superamento del bonus Renzi, che non vale dal punto di vista dell’accumulo contributivo per la pensione», ha detto Massimo Garavaglia alle parti sociali. Il viceministro leghista all’Economia ha preso la parola dopo il ministro Salvini che, dunque, era presente al tavolo del Viminale quando è stata confermata l’intenzione di superare quei famosi ‘80 euro’ che il segretario della Lega aveva detto di non aver intenzione di toccare.

«Io do, non tolgo», disse il ministro a maggio

E, invece, a quanto pare una parte dei fondi per finanziare le idee fiscali della Lega arriveranno proprio dall’abolizione del Bonus Renzi dalle buste paga. Nonostante Matteo Salvini avesse sempre negato questa possibilità e, indossando la calzamaglia nella Foresta di Sherwood gridando: «Io do, non tolgo». Ma le favole restano favole, la realtà è sempre più cinica e meno romantica.

(foto di copertina: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)