Gli incentivi per l’acquisto di monopattini e bici per decongestionare traffico e mezzi pubblici

24/04/2020 di Enzo Boldi

Uno dei problemi più imminenti in vista del 4 maggio – fatidica data per la riapertura di diverse attività con l’allentamento delle misure di lockdown – è quello del trasporto. I cittadini, infatti, dovranno tornare a muoversi per recarsi sul posto di lavoro (al netto delle aziende che, dove possibile, proseguiranno con lo smart working), rischiando di creare assembramenti sui mezzi pubblici e alle fermate di bus, tram e metropolitane. Il governo, per trovare un rimedio a questa situazione – e per evitare che sulle strade italiane si formino lunghe code di veicoli – sta pensando a un bonus monopattini e bici, per spingere i cittadini a trovare soluzione alternative per i propri spostamenti.

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Ad annunciarlo, confermando i rumors degli ultimi giorni, è stata Paola De Micheli nella sua intervista a Il Corriere della Sera: «Modificheremo il codice della strada per consentire l’ apertura di piste ciclabili in via transitoria anche solo con segnaletica orizzontale e anticiperemo risorse. E nel prossimo decreto legge ci saranno incentivi per l’ acquisto di bici, bici elettriche e monopattini». Questo provvedimento è al vaglio del Mit che lo proporrà al governo in vista del prossimo Dpcm che avrà validità dal prossimo 4 maggio.

Bonus monopattini e bici (anche elettriche)

La mobilità pubblica è uno dei temi più delicati della fase-2. Il bonus monopattini e bici (anche quelle elettriche) sembra essere una soluzione per convincere i cittadini a trovare soluzioni differenti rispetto all’utilizzo dei mezzi pubblici e della propria automobile. Ancora non è noto, però, a quanto dovrebbe ammontare (per ogni singola persona) questo incentivo per l’acquisto di questi mezzi.

Si sta pensando, ma questo sarà compito delle istituzioni locali, di aprire anche le zone a traffico limitato (le Ztl) per creare anche percorsi alternativi per chi, per motivi di distanze (e opportunità) non può viaggiare a bordi di ‘mezzi a impatto zero’.

Le fasce orarie a maggio rischio

L’altro capitolo è quello degli spostamenti per motivi lavorativi (quelli che saranno sicuramente consentiti a partire dal 4 maggio): «Diventa fondamentale differenziare gli orari di lavoro – ha dichiarato Paola De Micheli -, un tema sul quale stanno lavorando i ministri del Lavoro e dello Sviluppo con le associazioni imprenditoriali e sindacali. Sulla base dei dati Istat riferiti alle principali 8 città italiane, il maggior flusso di passeggeri si ha fra le 7.10 e le 7.40. Bisogna decongestionare questa fascia oraria».

(foto di copertina: da Unsplash)

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