Bonaccini si scalda a L’Aria che tira e sul lockdown: deve essere «paziale, molto parziale»

Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia-Romagna, ha parlato dell'ipotesi di un lockdown generalizzato

di Ilaria Roncone | 15/10/2020

Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a L’Aria che Tira ha parlato con Myrta Merlino dell’ipotesi di un lockdown generalizzato e la sua opinione è chiara: va evitato a tutti i costi. Il presidente della Conferenza delle Regioni si è distinto nella gestione dell’emergenza in Emilia-Romagna prendendo decisioni a favore degli imprenditori e, al contempo, guardando con responsabilità alla curva dei contagi. Con il record di tamponi in regione nella giornata di ieri (15.607) i nuovi positivi in Emilia-Romagna sono stati 339 – di cui 160 asintomatici – e i morti per Covid 4.

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Bonaccini contro il lockdown generalizzato

A chi gli chiede cosa ne pensi della possibilità di un nuovo lockdown generalizzato o di lockdown parziali e circoscritti Bonaccini risponde senza esitare: «Bisogna essere pronti a lockdown parziali, molto parziali e anzi», ha detto Bonaccini all’Aria che Tira, «un lockdown generalizzato, mi consenta, io credo sia molto difficile da decidere in questo paese perché rischieremmo, da una pandemia sanitaria, di passare direttamente a una pandemia economica sociale».

Bonaccini lockdown generalizzato: «Da pandemia sanitaria a pandemia economica sociale»

La soluzione, secondo Bonaccini, è quella di essere pronti ad adottare «misure restrittive molto mirate come si è fatto in questi giorni e magari farne qualcuna in più qualora la curva dovesse aumentare». Durante l’intervista è stato fatto notare a Bonaccini che non è il caso di affrontare la pandemia con 20 sistemi sanitari diversi – la sanità compete alle regioni in Italia – e Bonaccini è stato lapidario nei confronti dell’intervistatore: «Lei mi sta dicendo che la sanità in Emilia-Romagna la devono decidere da Roma? Non sa di cosa sta parlando. Spero che sia così e che stia commettendo un errore». Il dibattito tra un Bonaccini «insolitamente scaldato» – come ha detto la conduttrice – e Caporale si è concluso parlando della qualità del sistema sanitario nazionale sul quale, a prescindere da gestione regionale o nazionale, bisognerebbe investire di più.