Bari, stabilimento balneare rifiuta l’ingresso in spiaggia a 13 malati di Aids

di Gaia Mellone | 08/07/2019

  • il gruppo era ospite della casa-alloggio 'Raggio di sole' della fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto

  • Lo stabilimento balneare a negato l'ingresso ai malati di Aids

  • La fondazione: «L'Hiv non si trasmette con un bagno in acqua»

Vacanze rovinate per un gruppo di malati di Aids, ospiti della casa-alloggio ‘Raggio di sole’ della fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto, rimasti vittime di discriminazione in uno stabilimento balneare nella provincia di Bari che gli ha negato l’ingresso. La fondazione : «Mai accaduto»

Bari, stabilimento balneare rifiuta l’ingresso in spiaggia a 13 malati di Aids

A differenza degli altri anni, gli ospiti della casa-alloggio ‘Raggio di sole’ quest’anno avevano deciso di non allontanarsi troppo per potersi concedere qualche tuffo in mare o in piscina. Una scelta motivata dal fatto che «le condizioni di qualcuno di loro non ci permettevano di spostarci tutti insieme, operatori compresi» ha spiegato a Repubblica il direttore della Fondazione, Giovanni Vacca. La scelta quindi è caduta sullo stabilimento balneare che invece si è rifiutato di accogliere 13 dei 20 del gruppo. Un rifiuto motivato solo dalla disinformazione: sempre a Repubblica la psicologa Fiorella Falcone, responsabile della casa alloggio, ha raccontato che il legale ha confermato «apertamente» che «non volevano più accoglierci perché i nostri ospiti hanno l’Aids. E pare che la motivazione sia stata ribadita anche di persona, quando il gruppo si era presentato allo stabilimento in provincia di Bari per godere di qualche ore spensierata. Una forma di discriminazione che evidenzia quanto la paura venga alimentata dall’ignoranza:il virus dell’Hiv infatti non si trasmette con un bagno al mare o in piscina, senza contare che, come ha precisato Falcone, i pazienti vittime del diniego avevano la «carica virale azzerata» dalle terapie. L’indignazione è stata condivisa anche da molti utenti su Facebook, dove la pagina ufficiale della Fondazione ha raccontato quanto accaduto.

(Credits immagine di copertina: Immagine generica di una spiaggia Pixabay License)