Salvini litiga con Tria per il decreto sulle Banche e i rimborsi ai truffati

di Enzo Boldi | 25/03/2019

Banche Salvini Tria
  • Matteo Salvini chiede pubblicamente a Tria di accelerare le firme sul decreto Banche

  • Il leader della Lega dice di sbrigarsi, altrimenti sarà lui a scrivere i testi

  • Il bastone e la carota. Il ministro dell'Interno poi richiama alla "squadra fortissima"

Come va, come va? Tutto ok, tutto ok. Anche se non sembra. All’indomani del voto in Basilicata, che ha visto il netto predominio del Centrodestra sulla coalizione di Centrosinistra e sul Movimento 5 Stelle (comunque primo partito), da Milano si accende una nuova polemica all’interno del governo. Il protagonista, come spesso capita, è Matteo Salvini che, questa volta, se la prende con il ministro dell’Economia Giovanni Tria per i ritardi nelle firme sul decreto Banche.

Eppure l’esordio delle sue parole, prima di entrare al policlinico di Milano per un evento a cui ha partecipato, sembravano esser molto rassicuranti, ma poi è arrivata la stoccata classica del leader leghista: « I rapporti con il ministro dell’economia Tria sono eccezionali. Se poi mi firma i decreti attuativi per i rimborsi ai risparmiatori truffati lo porto via per il week end». Il ministro dell’Interno parla del testo del decreto Banche e, riferendosi ancora al titolare del Mef, rincara la dose: «O li firma entro questa settimana, e lo dico nel modo più costruttivo possibile, oppure li andiamo a scrivere noi. Non credo si possa aspettare mezz’ora in più».

Salvini litiga con il Mef sul decreto Banche

Un modo costruttivo che, però, ha tutte le sembianze dell’ennesima spallata all’interno della maggioranza. «Ieri ero a Treviso – ha proseguito Matteo Salvini, sempre facendo riferimento al decreto Banche – e c’è tanta gente che si arrabbia e che ha fame e che ha fretta – ha sottolineato – quindi non credo si possa aspettare mezz’ora di più. Se mi dice aspettiamo una risposta dall’Europa dico che facciano a meno di queste risposte. Quindi con tutto il garbo e l’educazione possibile, mi aspetto entro questa settimana i decreti del Mef o altrimenti li andiamo a scrivere noi».

«Tria è parte di una squadra fortissima»

Il bastone e la carote. Dopo aver lanciato l’allarme, il leader della Lega ha poi tentato di rasserenare gli animi (che lui stesso aveva incendiato), chiamando in causa tutta la maggioranza alla Checco Zalone: «Tria è parte di una squadra fortissima». Ma, intanto, la spallata è arrivata e lo ha fatto pubblicamente, come al solito. È il modo di fare di Matteo Salvini: lancia il sasso, provoca scompiglio ma poi prova a rassicurare tutti. È conscio che i rapporti di forza all’interno della maggioranza sono cambiati e sfrutta tutto ciò fino all’ultima goccia.

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)