Chi è il futuro ministro Bagnai: colui che, nel giorno della Memoria, scrisse che i lager erano «anche campi di lavoro»

di Enzo Boldi | 11/06/2019

Bagnai
  • Era il 27 gennaio 2016 e Alberto Bagnai scrisse un tweet sul Giorno della Memoria

  • Secondo lui i campi di concentramento erano anche campi di lavoro. E qualcuno guadagnava

  • Ricordiamo che è lui il candidato numero uno alla poltrona di ministro degli Affari Europei

Il suo nome è quello più forte per la corsa alla poltrona di Ministro per gli Affari Europei: l’economista euroscettico Alberto Bagnai, eletto a Palazzo Madama con la Lega e anche presidente della sesta Commissione Finanze al Senato, è il favorito per sostituire Paolo Savona – che ha lasciato l’incarico nelle mani di Giuseppe Conte (che, finora, ha avuto le deleghe) dopo esser stato nominato presidente della Consob – al ministero che, poi, dovrebbe andare a trattare con la Commissione Europea nel bel mezzo della (probabile) procedura d’infrazione. Nel passato del leghista, però, compare una brutta macchia social.

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Era il 27 gennaio del 2016. Il Giorno della Memoria di tre anni fa, quello in cui si celebra il ricordo di tutte le vittime dell’Olocausto, per mano dei nazi-fascisti, all’interno dei Campi di concentramento sparsi in tutta Europa. Una giornata che dovrebbe portare a riflessioni profonde affinché quella barbarie che ha segnato indelebilmente la storia – anche dell’Italia – non si ripeta in futuro. Ma, come ormai accade in ogni occasione, anche Bagnai si inserì all’interno di quella fazione che esprime giudizi e valutazioni del tutto personali sull’olocausto.

 

Il Tweet di Bagnai nel giorno della Memoria

«Cominciamo col ricordare che furono anche campi di LAVORO (sì, scritto in maiuscoletto per sottolineare questo concetto, ndr). C’è scritto. Qualcuno guadagnava». Ecco, il 27 gennaio del 2016 il (probabile) futuro ministro per gli Affari Europei Alberto Bagnai decise di parlare in questo modo del ricordo delle vittime della Shoah dicendo che i lager nazisti non erano solo un luogo di tortura e morte, ma anche di lavoro.

I Campi di lavoro e lo sfruttamento tedesco

Una presa di posizione piuttosto sui generis, citando una pagina inglese di Wikipedia che, tra l’altro, titola ‘Lavori forzati sotto il dominio tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale’. E nel testo dell’enciclopedia online, proprio nelle prime righe, è scritto testualmente: «Ha anche contribuito allo sterminio di massa delle popolazioni nell’Europa occupata dalla Germania. I nazisti hanno rapito circa 12 milioni di persone da quasi venti paesi europei; circa due terzi provenivano dall’Europa centrale e dall’Europa orientale. Molti lavoratori sono morti a causa delle loro condizioni di vita: maltrattamenti estremi, malnutrizione grave e torture peggiori sono state le principali cause di morte». E sarà lui a rappresentare gli interessi italiani in Europa.

(foto di copertina: ANSA / ETTORE FERRARI)