Benzina davanti casa, tentato attentato al giornalista dell’inchiesta su Juve e ‘ndrangheta | VIDEO

di Redazione | 14/11/2018

giornalista
  • Il giornalista Federico Ruffo, autore dell'inchiesta di Report su Juventus e 'ndrangheta, è stato vittima di una nuova intimidazione

  • Su una parete della sua casa ha trovato una croce, poi benzina sul pianerottolo

  • «Non ho idea di come abbiano fatto a sapere che stavo tornando», ha dichiarato

Qualcuno ha disegnato con della vernice rossa una croce sul muro accanto alla porta e ha cosparso di benzina il pianerottolo. È l’intimidazione di fatta ieri a Roma a Federico Ruffo, il giornalista impegnato nella conduzione del programma di Raitre ‘Il Posto Giusto’ e autore della nota inchiesta di ‘Report’ sui contatti tra Juventus, ultrà bianconeri e ‘ndrangheta, in onda poche settimane fa.

Federico Ruffo, intimidazione al giornalista dell’inchiesta su Juve e ‘ndrangheta

Ruffo vive al primo piano di una villetta tra Ostia Antica e Acilia. Il blitz sarebbe stato compiuto intorno alle 4.30 di notte, tra lunedì e martedì. «Passo pochissimo tempo in quella casa, non ho idea di come abbiano fatto a sapere che stavo tornando», ha dichiarato. Stando a quanto emerso finora l’attentato potrebbe essere stato sventato dall’abbaiare di un cane. Ruffo ha denunciato l’accaduto ai carabinieri della stazione di Ostia Antica. Sulla vicenda ora sono in corso indagini dei militari dell’Arma. Non è la prima volta che giornalisti di ‘Report’ sono vittime di simili gesti. La redazione del programma guidata da Sigfrido Ranucci ha già denunciato sui social network di aver ricevuto minacce e intimidazioni per l’inchiesta che ha riguardato la Juve. Il servizio è andato in onda lo scorso 22 ottobre.

Il video

In un video pubblicato su Facebook Ruffo ha detto: «Se non ci fosse stato il cane avrebbero dato fuoco a casa. Mi ha salvato». E ancora: «Ero tornato tardissimo, tanto che non ho nemmeno disfatto il bagaglio. Io passo gran parte della settimana a Torino, quindi dovevano sapere che ero a casa. Stavo dormendo quando ho sentito un rumore da fuori, era la ciotola del cane. Ho pensato che fosse il cane. Il mio cane ha iniziato ad abbaiare tantissimo. Sono uscito a piedi nudi e sono scivolato su un lago di benzina. Sono caduto a terra riempendomi di benzina sulla schiena e sulle gambe. La porta era umida, unta. Poi sono uscito in giardino, sono arrivato al cancello per vedere se stessero scappando ed era pieno di benzina».

 

 

Il presidente della Rai Marcello Foa, l’ad Fabrizio Salini, il consiglio di amministrazione e l’azienda tutta ha espresso la massima solidarietà a Ruffo, a Ranucci e a tutta la redazione di ‘Report’, condannando il tentativo di intimidazione. Un episodio che i vertici della tv di Stato considerano ancora più grave e inquietante, perché avvenuto nell’abitazione del giornalista. Il Servizio Pubblico, fa sapere la Rai, si schiererà sempre in difesa e a tutela di un giornalismo libero, plurale ed imparziale, elemento fondamentale di ogni maturo sistema democratico.

Le prime minacce a Ruffo erano arrivate a poche ore dalla trasmissione dell’inchiesta sulle presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta. In una nota congiunta Usigrai e Fnsi avevano espresso la propria solidarietà alla redazione del programma Rai. «Prima ancora di andare in onda l’inchiesta di Report sulle infiltrazioni nelle tifoserie ha scatenato le reazioni tipiche di quando si toccano affari sporchi», scrivevano i due sindacati, dichiarandosi «al fianco di Federico Ruffo, autore dell’inchiesta, del curatore Sigfrido Ranucci, e di tutta la redazione di ‘Report’» e chiedendo «alla Rai e alle autorità, ciascuno per le proprie competenze, la massima attenzione, vigilanza e protezione per fare muro di fronte alle minacce di ogni tipo».

(Immagine di copertina da video pubblicato sulla pagina di ‘Report’)