L’Europa richiede la creazione di un’unità che difenda dagli attacchi hacker

Alla luce dei recenti e molteplici attacchi ransomware ai sistemi informatici, l'Europa chiede che venga istituita un'unità d'emergenza che contrasti il problema

23/06/2021 di Giorgia Giangrande

 

È di oggi la notizia secondo cui la Commissione Europa ha deciso di porre i presupposti affinché si costruisca un’unità informatica per contrastare gli attacchi hacker su larga scala ai sistemi informatici.

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I recenti attacchi ransomware

In queste ultime settimane sempre più spesso è capitato che si sentisse parlare di incidenti ransomware, ultimi in ordine di arrivo quelli che hanno reso protagonisti l’Irlanda e gli Stati Uniti, con lo scenario da incubo dovuto all’attacco sulle forniture di carburante. «Uno scenario da incubo contro cui bisogna attrezzarsi» – ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Margaritas Schinas.

La Commissione Europea ha sostenuto come i cyber-attacchi siano una minaccia alla sicurezza nazionale e, nello specifico, ha dichiarato come questi siano passati da 432 nel 2019 a 756 nel 2020. Per questo una squadra di esperti multinazionali dovrà essere rapidamente dispiegata nei Paesi europei durante gli attacchi più gravi.

Thierry Breton, commissario UE per il mercato interno, ha detto ai giornalisti che l’unità in programma potrà aiutare anche in situazioni da paura come quella dell’Irlanda, dove l’Health Service Executive (HSE) è stato colpito da un gruppo di hacker esperto in ransomware chiamato Conti, che ha danneggiato i sistemi IT, causando gravi disagi a molti ospedali. Il danno costerà fino a 100 milioni di euro e presupporrà anche dei costi umani, per questo – secondo Breton – la nuova unità potrebbe aiutare in scenari simili, «schierando molto rapidamente una squadra dedicata, che non abbiamo la capacità di realizzare ora».

I tempi di realizzazione dell’unità

Breton aggiunge, però, che «più a lungo si aspetta e peggio è». Per questo ha insistito sulle potenzialità della nuova unità e ha promesso di costruire una squadra in grado di fornire supporto sia virtualmente che fisicamente, utilizzando risorse «da un Paese all’altro» per fornire assistenza operativa e tecnica.
L’obiettivo è quello di garantire che l’unità informatica congiunta sia operativa entro giugno del 2022, e che sia pienamente istituita un anno dopo, entro il 30 giugno 2023.

È senz’altro un passo in avanti quello compiuto quest’oggi dall’Europa, che implicitamente intende dimostrare come l’unione abbia senso di esistere e che con premura mette in pratica le sue capacità, adattandosi anche alla pericolosità di eventi come quelli degli attacchi ransomware.

Senz’altro prevenire sarebbe meglio che curare, ma se al primo termine non si può porre rimedio, l’UE attrezza la sua squadra per il secondo.

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