Turbativa d’asta, assolto il viceministro Garavaglia: non ha commesso il fatto

di Francesco Collina | 17/07/2019

Massimo Garavaglia
  • Il viceministro dell'Economia ed esponente della Lega, Massimo Garavaglia, è stato assolto dalle accuse di turbativa d'asta

  • Per la stessa vicenda l’ex vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani è stato invece condannato a una pena di 5 anni e 6 mesi

  • Matteo Salvini ha commentato: «Se siamo in un paese civile si è innocenti fino a prova contraria»

Assolto per non aver commesso il fatto. Così si è espresso il collegio della quarta sezione penale del tribunale di Milano, presieduto dalla giudice Giulia Turri, riguardo le accuse di turbativa d’asta rivolte all’attuale viceministro dell’Economia ed esponente della Lega, Massimo Garavaglia che, dopo aver appreso dell’assoluzione ha commentato: «La verità rende liberi». Per la stessa vicenda, però, l’ex vicepresidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, accusato di corruzione e concussione, è stato invece condannato a una pena di 5 anni e 6 mesi.

La vicenda di Massimo Garavaglia

I fatti contestati al viceministro risalgono al 2014 quando, secondo le accuse, l’allora assessore lombardo all’Economia avrebbe indotto al “comportamento illecito” Giorgio Scivoletto, ex direttore generale della Asl Milano 1, e oggi condannato a due anni e due mesi per “boicottare” la gara a cui non aveva potuto partecipare la Croce Azzurra Ticinia Onlus, associazione vicina a Mario Mantovani, per prezzi troppo bassi.

L’inchiesta della magistratura

Fulcro del lavoro dei magistrati milanesi è stata la telefonata (e un sms) tra Garavaglia e Mantovani, allora titolari delle deleghe regionali, per organizzare l’affossamento del bando a vantaggio della Onlus. Per Garavaglia, però, i giudici hanno sposato la linea della difesa: l’esponente leghista non si sarebbe mai occupato della gara e non sarebbe neppure intervenuto di persona. Durante l’interrogatorio con i pubblici ministeri, infatti, Garavaglia ha sostenuto più volte di aver riportato solamente «una doverosa segnalazione» su un problema con una telefonata a Mantovani, all’epoca assessore regionale alla Sanità.

È stato lo stesso avvocato del viceministro a commentare la sentenza: «Si è trattato di un processo inutile che poteva non essere fatto, i giudici hanno capito che una telefonata fatta per segnalare un problema non è un reato. I giudici – ha concluso l’avvocato Jacopo Pensa – hanno capito che Gravaglia è una persona perbene.»

Per il presidente dalla Croce Azzurra Ticina, Giovanni Tomasini, invece, son stati chiesti due anni di reclusione sempre per il reato di turbativa d’asta: secondo l’accusa, l’esito del bando venne boicottato perché Croce Azzurra, che aveva gestito fino a quel momento il servizio, non aveva potuto partecipare.

Il commento di Matteo Salvini

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini riscoprendosi garantista: «Se siamo in un paese civile si è innocenti fino a prova contraria». Il leader leghista ha poi aggiunto che quello di Garavaglia è stato «un processo fondato sull’aria fritta: il viceministro dell’Economia della seconda potenza industriale d’Europa rischia di doversi dimettere per una tentata turbativa d’asta per il servizio di dialisi della Croce Azzurra del suo paese: vi rendete conto della follia del momento che stiamo vivendo?».