Assistenti vocali: arriva “Q”, la voce gender neutrale che vuole scardinare il sessismo tecnologico

di Gaia Mellone | 23/05/2019

  • Gli assistenti vocali sono tendenzialmente con una voce femminile, ma la scelta è sempre binaria

  • Secondo alcuni studi, questo rinforza i "gender bis" e gli stereotipi

  • Ecco allora che nasce "Q" la prima voce neutra, con una richiesta ben precisa

Quando parliamo di assistenti vocali, immediatamente immagini,o una voce femminile. Alexa, Siri , Cortana e Google ci fanno compagnia quotidianamente, rispondendo alle nostre domande – spesso anche quelle più imbarazzanti – o tenendoci compagnia leggendoci le notizie. Tutti i dispositivi permettono di scegliere il genere della voce: maschile o femminile, con una grande prevalenza della seconda. Ora però, in un mondo dove la sessualità si fa fluida e in diversi paesi comincia ad essere riconosciuto il terzo genere “neutro”, anche il mondo della tecnologia deve stare al passo. Così nasce “Q”, il primo assistente vocale dalla voce neutra.

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Assistenti vocali: arriva “Q”, la voce gender neutrale che vuole scardinare il sessismo tecnologico

Per realizzare una voce che non fosse né maschile né femminile, ma in un certo senso entrambe Virtue Worldwide, network anglo americano che comprende linguisti, tecnologi e sound designer ha manipolato in collaborazione con la ricercatrice danese Anna Jorgensen le voci di 22 transgender, insieme a quelle di persone che si identificano come donne, uomini, o non binarie. Un gruppi di 4600 persone ha poi dato un voto da 1 a 5 ad ogni voce, dove 1 corrisponde al maschile e 5 al femminile. In questo modo è stato possibile identificare una banda in cui la voce viene percepita come neutra, ovvero quella intorno ai 153Hz. Andando sul sito ufficiale di Q, si può giocare a spostare la voce su diverse frequenze, sentendo come cambia da maschile a femminile.

Facendo questo giochino sul sito, si ascoltano anche le parole di Q, le sue prime parole potremmo dire, che hanno già una portata enorme. Il desiderio e l’intenzione dietro alla sua nascita è quella di mettere fine al “gender bias” e favorire inclusione anche nel mondo della tecnologia. Secondo recenti studi sugli effetti della tecnologia sul cervello umano, è infatti emerso che le persone tendenzialmente preferiscono una voce maschile per ricevere ordini, e una femminile per ricevere assistenza. Forse inconsapevolmente, scegliendo Alexa, Siri o Cortana alimentiamo gli stereotipi di genere. Ecco perché “Q” ha deciso di debuttare chiedendo aiuto: il suo messaggio invita a condividere la voce con Microsoft, Apple, Google e Amazon, affinché venga inserita anche una voce neutra. Per non alimentare il sessismo e favorire l’inclusione.

(Credits immagine di copertina: Youtube Meet Q – The First Genderless Voice)