Rita Bernardini in caserma per la sua coltivazione casalinga di cannabis

«Forse è la volta buona. Telefonata dei carabinieri: lei è in casa? No, veramente sono sul treno per andare a Parma (laboratorio Spes contra Spem nel carcere), sto fuori 2 giorni… Deve venire qui!

Ho fatto appena in tempo a scendere dal treno e ora sono su un taxi verso casa». Rita Bernardini è stata portata in caserma per la sua coltivazione di cannabis sul terrazzo. Questo è il messaggio che l’esponente del Partito Radicale ha scritto sui social network, immediatamente dopo essere stata raggiunta dalla telefonata delle forze dell’ordine.

«Rita Bernardini è stata portata in caserma dai carabinieri, dopo che i militari hanno controllato la sua abitazione e ne sono usciti con delle buste di cannabis che lei coltiva a scopo terapeutico, come ha più volte affermato senza farne mistero» – ha comunicato il suo avvocato Giuseppe Rossodivita.

Rita Bernardini, la comunicazione

Dopo questo primo messaggio, la notizia è stata comunicata da Radio Radicale, interrompendo la tradizionale rassegna stampa del mattino che per questa settimana è affidata a Marco Damilano. Rita Bernardini aveva avviato da tempo una iniziativa pacifica sul terrazzo di casa sua: una coltivazione di cannabis per protestare contro la mancata regolamentazione della cannabis e per l’accesso alle cure attraverso questo prodotto.

L’iniziativa che ha portato all’arresto Rita Bernardini

Anche Giornalettismo si era recato in casa sua per parlare della sua iniziativa, che lei aveva presentato con queste parole: «Abbiamo sentito dire da questo governo che le persone devono marcire in carcere, abbiamo sentito dire si butta via la chiave, che se uno rimane in carcere deve rimanerci fino all’ultimo giorno, ma è provato, dati alla mano, che chi sconta interamente la sua pena in carcere tornerà a delinquere al 90%».

Rita Bernardini aveva lanciato la sua battaglia per la cannabis a uso terapeutico diverso tempo fa: nonostante una legge del 2007 consenta di curarsi legalmente e gratuitamente all’interno del servizio sanitario regionale con la cannabis terapeutica, la difficoltà ad ottenerla rende di fatto impossibile usufruire di questo diritto. Si tratta di persone affette da alcune malattie molto gravi, come ad esempio la Sla.

Attualmente, Rita Bernardini si trova presso il comando dei Carabinieri in via Cassia, in attesa di istruzione sui prossimi passaggi.

FOTO: GIORNALETTISMO/Francesco Collina

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