L’aria fritta esiste e si mangia a Castelfranco

Gaia Mellone 14 Dic 2018
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La prossima volta che qualcuno vi accuserà di riempirvi la bocca di aria fritta, portate il vostro interlocutore al ristorante Feva, a Castelfranco Veneto. La trovata dello chef stellato Nicola Dinato viene descritta su Facebook come «un concetto gastronomico figlio di quest’epoca, dove il nulla è sempre più importante».

Aria Fritta, l’antipasto del ristorante veneto

L’aria fritta ha il gusto della tapioca. A sancirlo è lo chef stellato Nicola Dinato, che racconta di servire l’originale antipasto ai clienti del ristorante Feva come «un benvenuto di riflessione». L’idea dietro il curioso piatto è il desiderio di invitare chi la degusta a «cercare di riempire la loro vita di esperienze vere», in un momento in cui la società metà è piena di «contenuti volatili che scorrono senza significato, facendo dimenticare i veri valori della vita». Un pasto quasi filosofico verrebbe da dire, ma come si riesce a friggere l’aria? Il cuoco 37enne ha svelato la ricetta: «Per friggere l’aria abbiamo pensato a una nuvola di tapioca, che andiamo a cucinare in forno e poi successivamente a friggere. Poi si avvolge nella carta assorbente, in modo da eliminare tutti i grassi». «La cosa simpatica – ha spiegato lo chef – è che per dare quel tocco di aria andremo a inserire un po’ di ozono», e dopo pochi minuti di posa può essere servito in tavola. La bolla di aria fritta assomiglia ad una nuvola cristallizzata, ed è leggerissima grazie all’uso dell’ozono.

Chi è l’inventore dell’aria fritta

Nicola Dinato è nato nel 1981 a Camposampiero in provincia di Padova. Dopo aver lavorato all’estero, è tornato in Italia, lavorando in diversi ristoranti della provincia di Treviso. Nel 2009 ha ricevuto il premio del Touring Club Italia come «Chef Emergente del Nordest», e nel 2015 ha ricevuto la stella Michelin per il suo ristorante Feva.

(Credits immagine: foto dalla pagina Facebook Feva)