A Torre Maura lo Stato ha perso

di Gianmichele Laino | 03/04/2019

Torre Maura
  • Il Campidoglio ha deciso di ricollocare i 70 rom destinati a Torre Maura

  • Le autorità hanno ceduto alle intimidazioni del quartiere

  • Il precedente creato è davvero pericoloso

Dov’era lo Stato a Torre Maura quando circa 300 abitanti inferociti hanno dato fuoco a cassonetti e automobili per protestare contro il trasferimento di 70 rom in un centro di accoglienza in via Codirossoni? Dov’era la politica quando cittadini comuni hanno preso da soli una decisione che competeva agli apparati tecnici di chi ci governa? Dov’era la pietà quando un manipolo di persone – in un quartiere carico di problemi – hanno calpestato il pane destinato a persone ancor meno fortunate di loro?

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Torre Maura, vince la paura: i rom verranno ricollocati

La sentenza è unanime e riconosciuta da tutti. Lo Stato a Torre Maura non c’era. Lo Stato ha perso. Lo ha riconosciuto il minisindaco del Municipio VI, Roberto Romanella, che uscito dal vertice notturno ha concluso che le persone destinate a quella struttura di accoglienza saranno ricollocate entro sette gioni in un’area diversa della città.

La città non ha saputo dare una giusta risposta né ai cittadini che protestavano (scappare via non è mai una risposta), né alle 70 persone (tra cui 33 bambini e 22 donne delle quali tre in stato avanzato di gravidanza) che rivendicavano il diritto minimo all’umanità. Nella guerra tra poveri di Torre Maura, il Campidoglio ha fatto una pessima figura. Lo Stato ha fatto una pessima figura.

La sconfitta dello Stato a Torre Maura

Le autorità competenti – a partire dalle forze dell’ordine, fino ad arrivare agli amministratori locali – non hanno saputo dialogare. Forse perché, dall’altro lato, non c’era voglia di ascoltare. Si è compiuto il passaggio definitivo verso l’anarchia, creando un pericoloso precedente. D’ora in avanti, basterà bruciare i cassonetti e calpestare il pane per negare rifugio a migranti o rom? Basterà alzare la voce in faccia alle forze dell’ordine per togliere un diritto agli altri in nome di una presunta tranquillità.

Dov’è lo Stato e dov’è la civiltà? Torre Maura se lo è chiesto e ha risposto con la forza. L’Italia intera, ora, è chiamata a chiederselo. Cose del genere non avvengono in un Paese civile che basa la sua esistenza sul diritto. Torre Maura ci ha ridotto a uno stato primordiale. E lo ha fatto senza vergogna.

FOTO: FRANCESCO COLLINA/GIORNALETTISMO