Tav, Travaglio dice che lo scambio merci tra Italia e Francia scende: ma non è così

di Gianmichele Laino | 07/02/2019

Marco Travaglio
  • Marco Travaglio, ospite a Otto e Mezzo, è un noto avversario della Tav

  • Per giustificarne la mancata costruzione, ha negato il volume degli scambi merci tra Italia e Francia

  • I dati degli ultimi anni, tuttavia, dicono un'altra cosa

Uno dei punti fermi sostenuti da coloro i quali sono contrari alla Tav Torino-Lione è quello di negare la portata commerciale che questa infrastruttura andrebbe ad agevolare. Così Marco Travaglio, ospite in trasmissione da Lilli Gruber a Otto e Mezzo, insieme all’ex ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, afferma che lo scambio merci tra Italia e Francia diminuisce ogni anno.

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Marco Travaglio e i volumi commerciali tra Italia e Francia

Si tratta di una inesattezza, che tuttavia – se non smentita – rischia di trasmettere un messaggio incompleto sulla Tav allo spettatore del programma televisivo. Innanzitutto, occorre dire che la Francia è il secondo partner commerciale dell’Italia, dopo la Germania. Il dato aggiornato, che si riferisce al 2017, parla di un aumento degli scambi tra i due paesi dell’8,3%, 76,6 miliardi di euro (circa 194 milioni di euro di scambi al giorno).

Tra le altre cose, il saldo import-export è a favore dell’Italia, pari a 6,7 miliardi di euro (+4,1% rispetto al 2016). La quota di mercato che l’Italia negli ultimi anni ha riservato alla Francia supera abbondantemente il 10% (la Germania, primo partner commerciale, ha un 12% dei volumi commerciali). Insomma, non proprio una economia paralizzata.

Cosa ha detto Marco Travaglio sul Tav a Otto e Mezzo

Tuttavia, Marco Travaglio ha affermato: «Il Tav non c’entra nulla con i passeggeri: dopo gli anni Ottanta si è virato sull’alta capacità. Un treno merci, insomma, basato sulle stime che tra gli anni Ottanta e Novanta prevedevano un boom di scambi commerciali tra Italia e Francia. Poi, questo boom non c’è stato, c’è stato uno sboom. Per cui, ogni anno il traffico merci tra Italia e Francia scende di volumi». Probabilmente, Travaglio fa riferimento agli anni della crisi economica, quelli intorno al 2008, quando davvero c’era stata una contrazione dei volumi di scambio. Ma il fenomeno, in quel caso, era globale e non riguardava soltanto la Francia. In ogni caso, al momento, la situazione è completamente diversa da allora.

Il paragone che non regge con la Torino-Medan

Travaglio, inoltre, fa riferimento a un’altra linea merci, la Torino-Medan, che stando alle parole del giornalista, versa in uno stato di abbandono. Inoltre, i treni che partono su questa linea sarebbero semivuoti. Ennesima dimostrazione, secondo il direttore del Fatto Quotidiano, che una nuova linea Tav non servirebbe.

Graziano Delrio ha evidenziato che, se quella linea è in quello stato, è perché in Italia si privilegia ancora una volta di più il traffico su gomma: le merci scambiate tra Italia e Francia, nel 2017, sono state 44 milioni di tonnellate, con un aumento rispetto agli anni precedenti; il 92,3% di questi volumi è passato su ruota e il 7,7% su rotaia. Ecco perché il volume sulla Torino-Medan è così scarso.

Si possono sollevare diverse perplessità sulla Tav: ma arrivare ad affermare che gli scambi commerciali tra Italia e Francia abbiano una scarsa portata per giustificare l’eventuale mancata costruzione dell’opera, sembra davvero una forzatura.

[Screenshot: Marco Travaglio a Otto e Mezzo su La7 il 6 febbraio 2019]