Salvini sullo sgombero di CasaPound: «Prima ci occuperemo degli edifici pericolanti»

di Enzo Boldi | 29/01/2019

sgombero CasaPound
  • Matteo Salvini ha spiegato che lo sgombero di Casapound arriverà dopo quello di strutture più pericolanti

  • Parla il leader delle Tartarughe: "Siamo i trentesimi in lista, prima tocca ad altri"

  • Di Stefano: "§2 stata una prova generale tra Pd e M5S per tagliare fuori Salvini"

Dopo la mozione approvata al Campidoglio grazie ai voti di Pd e M5S, è stato dato il via libera del comune di Roma per lo sgombero dell’edificio di Via Napoleone III, occupato da CasaPound dal lontano 2003. Ora sarà onere di Virginia Raggi fare la segnalazione ufficiale al ministero dell’Interno, al questore e al prefetto per avviare l’iter. Ma Matteo Salvini prende tempo, aggiungendo l’appuntamento in agenda, dopo tanti altri.

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«Come da programma concordato dalla Prefettura di Roma, procederemo con l’operazione sicurezza e sgombero di tutte le occupazioni illegali – ha spiegato il ministro dell’Interno -, nessuna esclusa, a partire già dai prossimi giorni dalle situazioni più pericolose per l’instabilità delle strutture e da quelle per cui ci sono richieste di sequestro giudiziario in corso». Prima gli edifici pericolanti, poi spazio per tutto il resto che, però, sarà finalmente sgomberato.

Lo sgombero di CasaPound ci sarà, ma prima tocca ad altri

Le parole di Matteo Salvini sono in linea con quanto spiegato dal leader di CasaPound in merito a questa vicenda. «Salvini deve fare il suo dovere – dichiara all’AdnKronos Simone Di Stefano -. Ci sta un ordine sugli sgomberi, Casapound è a posizione numero 30, ma ricordo a lui e governo e a questi che amministrano Roma che il problema si risolve facendo le case popolari e gli alloggi. Prima di buttare le persone in mezzo alla strada devono fare le case popolari».

Di Stefano: «Mossa Politica per bloccare Salvini»

Il numero uno di Casapound poi spiega come tutto ciò sia solamente una mossa elettorale: «È stata una sorta di prova generale di un’alleanza Pd-5Stelle, che a Roma è quasi nei fatti, per mandare Salvini sotto processo. di mozioni del genere se ne sono viste tante, anche se non con questo clamore: immagino faccia parte del gioco delle vicende del governo Conte. Sul processo a Salvini, M5S e Lega sono ai ferri corti e la vicenda di Salvini, che rischia di essere processato dagli alleati di governo, ha innescato questo meccanismo anche in consiglio comunale».

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)