L’ultimo retroscena: sei senatori pronti a lasciare il M5S

di Redazione | 13/12/2018

m5s
  • L'ultimo retroscena: sei senatori e quattro deputati del M5S pronti a lasciare il partito di Di Maio

  • Il passaggio da un gruppo all'altro potrebbe avvenire nelle prossime settimane o a gennaio

  • Una scelta che potrebbe mettere a rischio la tenuta della maggioranza di governo giallo-verde a Palazzo Madama

Quello di Matteo Dall’Osso, il deputato che ha lasciato il Movimento 5 Stelle per approdare a Forza Italia dopo la bocciatura da parte della maggioranza delle sue proposte per i disabili, potrebbe non essere un caso isolato. Stando a quanto riporta oggi il quotidiano Il Giornale (articolo di retroscena di Augusto Minzolini) una pattuglia di parlamentari grillini sarebbe pronta ad abbandonare il partito guidato da Luigi Di Maio. A rivelarlo è stato uno degli esponenti del primo cerchio berlusconiano. Intenzionati a cambiare casacca nelle prossime settimane, o al massimo a fine gennaio, sarebbero sei senatori: di questi tre sarebbero già acquisiti mentre con altri tre ci sarebbe un’interlocuzione in corso. E qualcosa di simile potrebbe accadere alla Camera. Sarebbero infatti quattro i deputati che valutano l’addio al gruppo pentastellato a Montecitorio.

Le voci dal Parlamento: 6 senatori e 4 deputati pronti a lasciare il M5S

Il Giornale evidenzia che il trasloco dal M5S ad altri gruppi potrebbe mettere a rischio la tenuta della maggioranza che sostiene il governo, visto che al Senato, come sempre, il margine dei voti di vantaggio è molto ristretto. Non è probabilmente un caso se si moltiplicano i voti di fiducia ai provvedimenti del governo, come il dl fiscale e il ddl anticorruzione. Secondo alcuni parlamentari è un segno di debolezza, un modo per limitare il dissenso. Secondo Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato «ci sono almeno 15-20 senatori grillini che stanno valutando il trasloco». «La destra del movimento sente il richiamo della foresta. In più – ha affermato il parlamentare Dem – sanno benissimo che la penale di 100mila euro è una menata finché in Costituzione non c’è il vincolo di mandato». Intanto Giancarlo Giorgetti avrebbe confidato il rapporto più complicato tra Di Maio e Matteo Salvini di questi giorni. «I due non si parlano!», avrebbe detto al telefono a un amico. «Qualunque cosa chiedi a Di Maio, ti risponde no!».

(Foto di copertina da archivio Ansa: l’esultanza di parlamentari M5S alla notizia della nomina di Roberto Fico alla presidenza di Montecitorio, il 24 marzo 2018. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)