Il M5S chiede la penale da 100mila euro a Dall’Osso

di Gianmichele Laino | 07/12/2018

Dall'Osso penale
  • Matteo Dall'Osso si era sentito usato dal M5S e aveva annunciato il suo passaggio in Forza Italia

  • I pentastellati vogliono applicare la penale da 100mila euro

  • Il vincolo di mandato non è previsto dalla Costituzione italiana

Oltre al danno, la beffa. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto al deputato malato di Sla, Matteo Dall’Osso, la penale di 100mila euro prevista per il passaggio da un gruppo parlamentare all’altra. Si tratta di una misura prevista all’interno dello statuto del Movimento 5 Stelle, disciplinata da una scrittura privata. Il deputato Dall’Osso, alla sua seconda legislatura, aveva annunciato di voler passare tra le fila di Forza Italia perché era stato umiliato dal Movimento 5 Stelle.

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Dall’Osso penale, la richiesta di 100mila euro dal M5S

Fonti parlamentari interpellate dall’agenzia Adkronos hanno rivelato che i pentastellati non intendono far sconti e vogliono chiedere al deputato la penale prevista dallo statuto: la cifra è quella stabilita, ovvero 100mila euro.

La decisione di Dall’Osso era stata presa perché aveva constatato l’impossibilità, da parte del Movimento 5 Stelle, di votare alcuni emendamenti a favore dei disabili. Per questo si era detto «usato» dai colleghi, colpevoli di aver promosso, attraverso la sua figura, diverse iniziative a favore dei disabili.

Dall’Osso penale: il primo caso nel M5S

Se confermata, la decisione del Movimento 5 Stelle di far pagare la penale a Dall’Osso sarebbe per la prima volta operativa. Nel caso del deputato velista srado Andrea Mura, infatti, il pagamento della penale – chiesto dal Movimento – era stato scongiurato in seguito alla presentazione delle sue dimissioni da deputato. Dall’Osso, a quanto pare, è intenzionato ad andare avanti, continuando le sue battaglie dagli scranni di Forza Italia. Chissà quale sarà la sua decisione di fronte alla richiesta del Movimento 5 Stelle.

Tuttavia, l’articolo dello statuto pentastellato sembra stridere con l’articolo 67 della Costituzione italiana che non prevede assolutamente il vincolo di mandato e che dà libertà ai parlamentari, nell’esercizio delle proprie funzioni, di esprimersi come meglio credono, con la possibilità anche di cambiare gruppo politico di riferimento. Prassi che, tra le altre cose, è molto frequente nel nostro parlamento e che riguarda qualsiasi partito politico.