La sociolinguista dimostra come le minacce a Salvini non siano arrivate da albanesi

di Gianmichele Laino | 04/12/2018

minacce albanesi
  • Matteo Salvini ha ricevuto delle minacce in una lettera scritta a mano

  • Si leggeva: "Hai tre albanesi puntati su di te"

  • La versione della sociolinguista che delegittima la "pista albanese"

Ci sono tanti modi per verificare le informazioni su base scientifica. Spesso possono aiutare anche le scienze umane e l’analisi filologica di un testo. Qualche giorno fa, Matteo Salvini ha pubblicato una lettera scritta a mano (inviata dall’ufficio postale di Bologna) in cui si parlava di minacce da parte di albanesi («ai (sic) tre albanesi puntati contro» – si legge nella missiva). Pronta la risposta di Enkelejda Shkreli, professoressa a contratto presso l’Università di Bologna dal 2015 che ha cercato di smontare le accuse su basi etniche, punto per punto.

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«Minacce albanesi» per Salvini: la pubblicazione del ministro

«Per Matteo Salvini – si legge nella lettera -. Finocchio Salvini, ai (hai, ndr) 3 albanesi puntati su di te. Sarai giustiziato. Sei diventato un maiale frocio cornuto».

La spiegazione della sociolinguista che sbugiarda la teoria delle minacce albanesi

C’è da dire che Matteo Salvini non ha mai indicato negli albanesi gli autori della lettera e delle minacce: tuttavia, nei commenti, diversi suoi utenti hanno giudicato l’episodio su base etnica. Da qui, la reazione della docente di sociolinguistica che ha spiegato, basandosi sui dati scientifici della sua disciplina, perché è impossibile che questa lettera – con questi errori di grammatica – sia stata scritta da un albanese che ha difficoltà con la lingua italiana.

«Sono sociolinguista, albanofona ma anche italofona, e quindi conosco bene le interlingue – scrive Enkelejda Shkreli sul suo profilo Facebook, in un post che ha ottenuto migliaia di condivisioni -, le interferenze o il code-mixing di un albanese che scrive in italiano. Così come conosco le sue metafore mentali».

La docente dell’Università di Bologna spiega così, nel dettaglio, il perché della sua affermazione: «L’errore “ai” per “hai”, è tipico dell’italiano popolare che è quel socioletto nato da un italiano incolto che ha il dialetto per madrelingua. Ma è tipico dell’italiano popolare, credimi! O se non mi credi e fai bene, informati! Le doppie sono tutte regolari, così come sono regolari anche gli articoli. E non solo! Un albanese infuriato a tal punto di minacciarti, non ti avrebbe scritto “maiale frocio cornuto”. E neanche l’italianissima locuzione “puntati su di te”».

La conclusione è che la lettera, pertanto, è stata scritta da un italiano come si può evincere sia dagli errori, sia dalle espressioni utilizzate. Ma come al solito, anche non indicandolo esplicitamente, Matteo Salvini non ha esitato a dare spazio ai suoi profili a qualcosa che possa mettere in cattiva luce il «diverso».