Sigilli e sequestro di rifiuti nei terreni dell’impresa edile di Luigi Di Maio | VIDEO

di Enzo Boldi | 29/11/2018

  • Terminato il sopralluogo della polizia municipale nei terreni della famiglia Di Maio a Mariglianella

  • Sequestrati i rifiuti e messi i sigilli alle aree che li ospitavano

  • Trovati e misurati alcuni manufatti che potrebbero essere abusivi

Si è conclusa la prima parte del sopralluogo della polizia municipale nei terreni della famiglia Di Maio a Mariglianella. Il comandante Andrea Mandanici ha dichiarato di aver proceduto al sequestro dei rifiuti edili stipati all’interno dei fabbricati e di aver messo i sigilli nelle tre aree che li ospitavano. Sulla questione dell’abuso edilizio, messo in evidenza da un articolo de Il Giornale, occorreranno le verifiche dell’ufficio tecnico, ma dal sopralluogo sono emersi alcuni manufatti che saranno oggetto di valutazione.

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A raccontare cosa è successo questa mattina è stato Andrea Mandanici, comandante della polizia municipale di Mariglianella: «Abbiamo sequestrato dei rifiuti edili e abbiamo messo i sigilli alle aree dove erano stipati». Il terreno su cui è avvenuto il sopralluogo è di proprietà della famiglia del leader del Movimento 5 Stelle e al civico 69 di via Umberto I, a Mariglianella (in provincia di Napoli) risulta l’indirizzo della vecchia Ardima Costruzioni, diventata in seguito Ardima Srl.

Sequestro di rifiuti e sigilli nei terreni della famiglia Di Maio a Mariglianella

Per quel che riguarda eventuali abusi edilizi all’interno dei terreni, servirà altro tempo. «Per quel che riguarda gli immobili presenti sul posto, bisognerà attendere gli accertamenti dell’ufficio tecnico – ha spiegato il comandante della polizia municipale di Mariglianella che ha coordinato le operazioni -. Abbiamo trovato alcuni manufatti e li abbiamo misurati. Ora sarà l’ufficio tecnico a valutare i riscontri con le misure catastali dichiarate, su cui sono in corso gli accertamenti».

Le strutture abusive non dichiarate nei terreni dell’Ardima

Secondo quanto indicato dalle carte del catasto, infatti, all’interno dei terreni di via Umberto I 69, Antonio Di Maio – padre di Luigi, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico – sarebbe proprietario di un immobile di quattro vani e mezzo. In quell’area, però, sembrerebbero esserci altre strutture abusive e mai dichiarate dall’impresa edile gestita dalla famiglia del leader del Movimento 5 Stelle.

(foto di copertina e video  di Donato De Sena per Giornalettismo, inviato a Mariglianella)