L’orrore ortografico nel decreto Salvini: «Straniero deve sapere l’italiano a livello 81»

di Redazione | 08/11/2018

livello 81
  • Si trova nell'emendamento 14.7 del Decreto Sicurezza

  • L'errore fa sorridere sui social

  • Dovrebbe esser livello B1 non 81

Nell’emendamento 14.7 del Decreto Sicurezza di Salvini uno straniero potrà avere la cittadinanza italiana solo se ha un’adeguata conoscenza della lingua italiana, «non inferiore al livello 81».
Sì, hanno scritto livello 81 anziché livello B1.

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L’errore di Salvini: livello 81 anziché B1

L’errore fa sorridere (e riflettere) sui social. La giornalista del Fatto Quotidiano Gisella Ruccia ha notato per prima questa anomalia, inserita all’interno di un decreto che è stato approvato al Senato nella giornata di ieri. Un testo legislativo che contiene un evidente errore di battitura, oltre che di concetto.

Le anomalie nel decreto sicurezza approvato al Senato

L’8 e la B sulle tastiere sono molto distanti tra di loro e non si capisce quale possa essere stata la genesi dell’errore se non il fatto di non conoscere i valori del quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue, un sistema standard della descrizione del livello di apprendimento dell’idioma straniero utilizzato comunemente in tutta Europa.

Il quadro, com’è noto a tutti coloro che hanno dimestichezza con corsi di lingua straniera, esami universitari, ma anche lezioni che si svolgono all’interno delle scuole superiori (oltre che con concorsi pubblici dove sono specificati i livelli linguistici che costituiscono il prerequisito di base per l’accesso), si compone dei seguenti parametri: sei livelli di competenza (A1, A2, B1, B2, C1, C2) e i tre livelli intermedi (A2+, B1+, B2+).

La B assomiglia all’8, ma soltanto una persona completamente a digiuno di questi criteri potrebbe confondere le due cose. Può darsi che l’errore sia dettato anche dalla distrazione, ma quest’ultimo – nel contesto in cui si parla di lingua italiana all’interno di un decreto proposto dal governo – suona proprio come una beffa. La misura del livello di conoscenza della lingua italiana per stabilire un criterio d’accesso all’interno del nostro Paese e per la concessione della cittadinanza è già di per sé iniqua. Condirlo con un errore così marchiano è davvero imbarazzante.