La brutta storia di Facebook che “salva” i novax e banna debunker come David Puente

di Redazione | 08/11/2018

david puente
  • Tutto nasce una discussione nata sulla bacheca del Presidente della Commissione Igiene e Sanità

  • Un utente no vax interviene dicendo falsità su un attivista realmente affetto da Aspenger

  • Il debunker interviene in favore del ragazzo e viene bannato per un commento abbastanza educato

Facebook sembra premiare i no vax. E banna, anche per 24 ore, un debunker come David Puente che è semplicemente intervenuto  favore di un attivista (dell’altro fronte, quello pro vax) affetto da Sindrome di Asperger. Con questo commento qui, in risposta a tale Margo Argenti, che aveva assunto dei toni nel flame non molto cordiali verso chi sostiene l’utilità della vaccinazione.

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david puente

Motivo del blocco? David per questo commento sarebbe stato tacciato di cyberbullismo. Sì, lui colpevole di bullismo. Questo è l’epilogo di una discussione nata sulla bacheca del Presidente della Commissione Igiene e Sanità, Pierpaolo Sileri. Come riporta AltoAdige l’audizione dell’associazione e community online IoVaccino in Commissione Igiene e Sanità del Senato, presieduta da Pierpaolo Sileri (M5S). L’audizione, tenutasi il 30 ottobre scorso a Palazzo Madama, rientrava nell’ambito di quelle previste per il Ddl 770 vaccini, di cui è relatrice la senatrice Maria Domenica Castellone (M5S). “Gli antivax o freevax“, spiega al quotidiano Stefano Zona del Comitato scientifico di IoVaccino, “non hanno perso occasione per farsi notare, additando gli auditi con epiteti ingiuriosi e irripetibili ma anche aggredendoli con minacce fisiche“. Commenti che non hanno risparmiato un giovane con sindrome di Asperger da tempo impegnato a smentire il falso legame tra vaccinazioni e autismo. Un ragazzo che il debunker ha difeso nei commenti. Sia chiaro sia no vax che pro vax che violano gli standard della comunità, mancando di rispetto e assumendo atteggiamenti violenti, sono comprensibilmente a rischio ban. Ma ci chiediamo che valutazione abbia potuto fare l’algoritmo della piattaforma social su un commento che non sembra avere nulla di anomalo.

Così, paradossalmente, chi si rivolge agli utenti storpiandone il cognome (e dicendo falsità sulle condizioni di salute altrui “ma tu non sei quello che si fa passare per autistico”) è salvo. Gli altri no.